Montini: OraSì che diventa dura
Il neo ds ravennate: «Noi inesperti contro un attacco super»
FERRARA. Alla fine degli anni Novanta ha contribuito a far rinascere il basket a Ferrara. Da quest’anno, dopo otto anni a Pesaro in serie A (alcuni con Ebeling come ds), Mauro Montini è stato chiamato a Ravenna per far crescere una società ambiziosa che, negli anni, ha conquistato sul campo l’affetto del pubblico. «Ravenna si affaccia per la prima volta nel secondo campionato nazionale - raccontava ieri Montini, poco dopo aver ultimato l’omologazione del Pala de Andrè - e lo fa dopo una escalation iniziata dalla B2». Terra storicamente votata alla pallavolo, da qualche anno sta cercando di diventare anche città del basket. «Servirà pazienza, perché come tutte le realtà nuove hanno bisogno di procedere per piccoli passi. La squadra è nuova per sette decimi e si presenta al via di un campionato che sarà avvincente e competitivo. In più quest’anno c’è la novità dell’impianto di gioco. Non saremo più nel piccolo Pala Costa, ma al Pala de Andrè: vero e proprio vanto della città, ma allo stesso tempo impianto con il doppio della capienza».
Qual è l’obiettivo dell’OraSì? «La salvezza. Dobbiamo guardarci prima di tutto alle spalle. Poi dobbiamo far appassionare al basket una città che ha già uno zoccolo duro di un migliaio di tifosi, ma che può aumentare. È una sfida stimolante in una città con buone potenzialità».
«Abbiamo una squadra senza molta esperienza del campionato - ha continuato Montini -; quindi, al di là degli obiettivi di classifica dobbiamo anche pensare di adeguarci ad un livello tecnico superiore rispetto all’anno scorso. Abbiamo uomini giusti per farlo, ma servirà tempo. Il nostro asse portante è formato da Deloach, Rivali e Malaventura. Su questo abbiamo inserito giocatori che non hanno esperienza a questi livelli, ma che possono dire la loro». Prima sfida proprio con una “acerrima” nemica come Ferrara. «La Bondi è una squadra esperta, matura, con molti giocatori che hanno già fatto questo campionato come Brkic, Bucci e lo stesso Rush. Ha grandi doti offensive, per questo noi dovremo cercare di soffocare questa loro capacità di fare canestro».
Mauro Cavina
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