“Os meninos da Spal”, la speranza di Edno e Leo
A San Paolo hanno creato una squadra con ragazzi scovati nei campetti e che ora sognano Ferrara
FERRARA. La Spal sbarcherà in Brasile? Chissà, forse. L’idea c’è, partorita nella patria (una volta...) del futebol bailado e trasmessa alla dirigenza biancazzurra. Una storia che merita di essere raccontata.
Edno, calcisticamente conosciuto con l’apelido Caco, centrocampista di buon livello con Paranà, Comercial e Operario, era giunto in Olanda con la garanzia - datagli da un procuratore - di firmare per una società di serie B o serie C. Al suo arrivo, il procuratore in questione si era volatilizzato. Sparito nel nulla. Addio possibilità di trovare una squadra. Per vivere non restava che cercare un lavoro e giocare nei dilettanti. Fino a quando gli strani incroci della vita non hanno messo una famiglia ferrarese, residente in Olanda per lavoro, sulla strada di Edno. Racconti su Ferrara e la Spal. L’invito a cercare “fortuna” qui da noi. Edno l’ha inseguita, questa possibilità. Copparese, Sant’Agostino, Bondenese, Comacchio Lidi. Un paio di volte pareva tutto fatto, poi - in realtà - per un motivo o per l’altro si è concluso nulla. Così ha deciso di tornare in Brasile. Nella sua San Paolo. Quartiere della Mooca, il bairro italiano per eccellenza. Caco ha smesso di giocare, ha studiato, ha preso il patentino di allenatore.
Leo giocava nelle giovanili del San Paolo. Tra i compagni di squadra aveva anche un “certo” Kakà, all’epoca non tra i più promettenti della covata. Ma Kakà, lui, già adolescente aveva una determinazione, una volontà ed una professionalità che gli altri coetanei non possedevano. E’ diventato una stella mondiale, mentre Leo è passato prima al Sao Caetano poi ha deciso di smettere. Oggi è un imprenditore, socio e direttore della Maredifiori Ind e della Com de Cosméticos, nel settore della cosmetica.
Edno Mendes Pinto e Leonardo Serrano sono stati a Ferrara insieme, un paio di settimane fa. A San Paolo, dopo essere entrati in contatto per caso, hanno avviato un progetto calcistico particolare, con una forte connotazione sociale. Si sono messi in cerca di giovani aspiranti calciatori senza squadra. Quei ragazzi che popolano le strade ed i campetti del Brasile, quelli che giocano nella varzea, che disputano una pelada. Li hanno scovati qua e là, radunati, allenati. Tra mille difficoltà, su terreni improbabili. Ma ce l’hanno fatta. Un lavoro profondo, sfociato nella partecipazione - con il nome di Democrata - alla Copa Internacional Trofeu “Armando Corsi”, disputata in luglio ad Aguas de Lindoia (SP) e Monte Siao (Minas Gerais). Una manifestazione che hanno vinto, nella categoria Under 15, battendo squadre peruviane, boliviane e di tutto il Brasile, compresa la scuola calcio del Cruzeiro.
Edno e Leo a Ferrara hanno dunque stabilito un contatto con la Spal. Perchè vorrebbero creare un filo diretto, un rapporto di collaborazione, la possibilità di usare il nome Spal in Brasile e, in cambio di supporto, dare la priorità assoluta al club biancazzurro per ingaggiare giocatori suscettibili di interessare.
Dice: se questi ragazzi sono così bravi, perchè non trovano posto in una delle innumerevoli squadre brasiliane?
Perchè San Paolo è una megalopoli, anche spostarsi in autobus per un luogo d’allenamento - distante ore di viaggio - costa una fortuna per chi non ha mezzi. E perchè per fare un provino in un club si pagano 300 reais. Sono 67 euro, un’enormità per famiglie che non hanno risorse.
E ancora: perchè la Spal?
«Conoscevo già la città - spiega Edno -, ne ho parlato con Leo, siamo venuti qui a colpo sicuro. La nostra proposta l’abbiamo voluta fare solo ed esclusivamente alla Spal».
«Città meravigliosa - sottolinea Leonardo Serrano -, mi ha colpito profondamente. Quanto alla Spal, che dire? Abbiamo assistito alla partita con la Lucchese, visto i campi del Centro e della Città del Ragazzo. Posso dire senza timore di essere smentito che struttura ed organizzazione della società, e passione della tifoseria, sono superiori a quelle di molti club brasiliani, anche di serie A».
Il nocciolo della questione: la “famosa” proposta. In cosa consisterebbe?
«La città di Aguas de Lindoia, attraverso il fattivo interessamento dell’assessore allo sport Antonio Henrique Corsi, ci ha messo a disposizione le strutture, lo stadio (che ha ospitato la Nazionale della Costa d’Avorio per gli allenamenti durante il Mondiale del 2014; ndr), le cui gradinate sono tra l’altro dipinte in... biancazzurro. Da San Paolo - dicono Edno e Leo - possiamo quindi trasferirci lì. Se la Spal fosse d’accordo, ne potremmo usare il nome, tipo Accademia Spal, attirando ragazzi anche da altre regioni del Brasile. Certo, necessiteremmo di un sostegno, ma tali dettagli li riserviamo per la società, stiamo preparando una relazione. Potrebbero esserci scambi di stage, potremmo venire per un torneo e, in base anche a richieste ed esigenze, indirizzare lì i ragazzi più interessanti. Non nascondiamo un eventuale aspetto imprenditoriale, diciamo così, ma siamo mossi dall’amore per il calcio, dall’attenzione per i nostri ragazzi e dalla sincera passione per Ferrara e la Spal, non siamo andati... al Cesena, all’Ascoli, al Catania o al Torino, ma solo alla Spal».
Arthur, Meloni, Aidu, “Batman” e gli altri ragazzi stanno già sognando.
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