C’è Sampdoria-Inter Ma la sfida di Mancini è con i giornalisti
MILANO. Mancini non ci sta, si difende e contrattacca. Certe critiche e certe domande non le vuole più sentire, anche perché l'Inter è ancora in testa alla classifica. Dopo giorni di articoli,...
MILANO. Mancini non ci sta, si difende e contrattacca. Certe critiche e certe domande non le vuole più sentire, anche perché l'Inter è ancora in testa alla classifica. Dopo giorni di articoli, servizi e dure analisi dopo la sconfitta con la Fiorentina, alla vigilia della gara con la Sampdoria, non nasconde la sua irritazione. Così all'ennesima domanda sul possibile utilizzo della difesa a tre contro i blucerchiati, sospira scocciato: «Parlate solo di questo in Italia, difesa a tre o a quattro. A volte, con tutto il rispetto, non sapete nemmeno di cosa state parlando». È la prima stizzita avvisaglia che Mancini non darà risposte accomodanti. Non alza la voce, non è nel suo stile “british”. Ma quando gli viene chiesto un commento sull'approccio sbagliato alla gara contro la Fiorentina, il tecnico nerazzurro scuote la testa, interrompe il giornalista e con sguardo duro, sbotta: «Scusami, ma voi le partite le riguardate? Fate questo di lavoro, no? Come gli ex giocatori che vanno in tv, io spero che poi la rivedano la gara. Devono controllare quello che dicono. Il risultato con la Fiorentina è assurdo. Non c'è stato nessun approccio sbagliato». Mancini difende la squadra nerazzurra e le sue scelte tattiche. La prestazione con i viola non l'ha deluso. Anzi, per l'allenatore è stata «una delle partite migliori» tanto da salvare tutto della gara tranne il risultato. L'unica ripercussione al ko è l'assenza di Miranda che, squalificato, non ci sarà contro la Sampdoria. Anche quando gli viene fatta una domanda tattica su Telles, Mancini risponde ironico: «La cosa bella è che tutti quanti vogliono fare gli allenatori. Non è un'offesa. Il calcio è pazzesco. I giornalisti impazziscono quando sbagliano una formazione, servirebbe un fantacalcio per i giornalisti». Della sfida con la Sampdoria se ne parla poco, in conferenza. Certo è che non ci sarà Jovetic, infortunato, ma comunque convocato dal Montenegro. «Non sono arrabbiato - commenta Mancini - la convocazione è di prassi. Non è in grado di giocare, quindi credo che non verrà schierato perché c'è il rischio che si faccia male». Al posto di Jovetic, Mancini punterà probabilmente su Biabiany, ma c'è l'opzione Liajic. Oggi è una gara particolare, una sfida nella sfida tra due allenatori che hanno giocato con la squadra che domenica sarà rivale. «È sempre speciale, sono stati anni importanti, mi fa piacere ritrovare Zenga, era stato un compagno di tante battaglie. Sono felice che sia tornato in Italia, alla Sampdoria».
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