Losi indica la strada Bondi dura e cattiva
Basket A2. Il play sul colpo di Ravenna con sguardo al futuro
FERRARA. Chi ben comincia… A Ravenna, domenica scorsa, la Bondi l’ha fatto nel migliore dei modi, offrendo un’ottima prestazione al cospetto dei romagnoli. Protagonista del bel successo biancazzurro è stato Jordan Losi capace, in 30’, di 10 punti, 6 assist, 3 falli subiti, altrettanti rimbalzi e 17 di plus/minus. Grande faccia tosta e personalità al servizio dei compagni. «Domenica è stata una bella giornata - ammette il play maker della Bondi -; avevamo bisogno di dimostrare a noi e al nostro pubblico di essere concreti. A Ravenna lo siamo stati e abbiamo fatto una buona gara per 40’: siamo stati duri e solidi. Abbiamo sì subito un mini break, cose normali, non è che siamo spariti dal campo dovendo poi inseguire. Abbiamo fatto noi la partita e dal punto di vista tattico siamo stati davvero molto bravi, limitando al massimo le loro scelte: togliendo certezze a Malaventura e a tutti gli altri».
Appena sbarcato, Henderson ha subito fatto vedere di che pasta è fatto.
«È entrato ed è girata la gara. Forse Ravenna non si aspettava che potesse produrre così in termine di punti. Non ha fatto niente di speciale, si è adeguato al gioco. Con noi si è dimostrato molto umile e normale, è arrivato un giocatore che come unico interesse ha quello di vincere le partite. Si è messo a disposizione, difendendo: ha un’apertura di braccia che cambia molte cose. Ha avuto un grande impatto, in attacco e in difesa».
Parliamo della sua prestazione? E’ risultato prezioso, dopo aver fatto le cose che meglio sa fare: bombe fondamentali, uno sfondamento subito...
«Contento di ciò che ho fatto. È innegabile che sono felice, ma questo è un campionato duro e cattivo, così a queste cose non bisogna pensare molto. Mi prendo il fatto di aver prodotto cose importanti, come può essere uno sfondamento preso, allo stesso tempo il rimbalzo in attacco che ha preso Lestini verso la fine. Io ho fatto cose, altri ne hanno fatte altre: a livello d’intensità Rush è stato clamoroso. In tanti hanno dato tanto, anche Ibarra che ha difeso. Brkic è stato in attacco un clamoroso riferimento. Bisogna che ragioniamo in un’ottica di squadra».
Successo che aumenta la capacità nei vostri mezzi.
«Da giocatore, quando dietro la panca vedi il muro dei tuoi tifosi, ti fa sentire qualcosa di speciale: il nostro pubblico ci ha stimolati a dare qualcosa di più; dal canto nostro, attraverso il nostro atteggiamento, possiamo dimostrare di meritarci il rispetto e l’affetto dei tifosi, anche se già so che qualcuno ce l’avrà con noi sempre. Noi sappiamo che se giochiamo con quella faccia e intensità, credo che la gente ci vorrà bene. Non ci siamo tirati indietro di un centimetro su ogni azione, questo fa ben sperare. Avere gente al palazzo è più bello, combattendo il muro altrui, facendo valere la propria casa. Contenti di aver dato una bella dimostrazione, a noi stessi, come a chi ci guarda: serve avere un po’ più di fiducia».
Allo stesso tempo, piedi per terra e umiltà.
«Quando si gioca in casa non bisogna poi stare troppo tranquilli. Bisogna vincerne una alla volta, con umiltà. È vietato guardare la classifica, pensiamo alla qualità del lavoro che si fa durante la settimana. Dopo di che la gara è una conseguenza».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
