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Veretko, dalla guerra al Codifiume

Veretko, dalla guerra al Codifiume

Promozione. Ha lasciato l’Ucraina per non arruolarsi e ha raggiunto la madre

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SANTA MARIA CODIFIUME. È stato tra i grandi protagonisti della larga vittoria di domenica contro il Lavezzola, con due gol e un rigore procurato. Nel pomeriggio vittorioso del Codifiume ha brillato una stella ucraina, quella di Andrij Veretko. Attaccante, classe 1985 e una storia tutta da raccontare. Il nuovo centravanti dei rossoblu, infatti, è un calciatore completamente nuovo per il panorama calcistico italiano. Si è trasferito in Italia da circa un anno, ha chiesto al Codifiume di potersi allenare guadagnandosi immediatamente il posto in rosa. Veretko è una punta completa, bravo nel tenere palla, spietato in area di rigore, ben dotato tecnicamente e molto utile per i compagni. Solo da questa stagione, però, è potuto scendere in campo in gare ufficiali, una volta ottenuto il permesso di soggiorno. La squadra di Rambaldi lo ha accolto a braccia aperte ed ora è una pedina insostituibile.

Ciò che contraddistingue questo giocatore, però, è un passato dal quale ha voluto fuggire, in un Paese dove i combattimenti tra i ribelli separatisti filo-russi, che controllano alcuni territori nell'est dell'Ucraina, e i soldati dell'esercito ucraino continuano imperterriti. Proprio dell'esercito ucraino Veretko non ha voluto fare parte, preferendo raggiungere la madre, che già lavorava nel ferrarese. Ora vivono a San Martino, Andrij lavora in campagna e, con le poche parole d'italiano che conosce, ci racconta la sua scelta di vita:

«Dovevo diventare un militare, andare in guerra, ma io non volevo. La situazione, nel mio Paese, è molto brutta: non potevo più restare».

Il calcio è una passione che Veretko, però, già coltivava: «In Ucraina ho giocato in diverse in squadre - ci dice l'attaccante -, anche in serie B, compresa la squadra della mia città, lo Spartak Ivano-Frankivsk. Quando sono arrivato qui, volevo continuare a giocare e ho iniziato ad allenarmi con il Codifiume».

I compagni lo definiscono come un ragazzo simpatico e che sa giocare molto bene a calcio: «Siamo una squadra forte - sostiene Veretko -, l'allenatore è bravo e c'è tanta fiducia. All'inizio non è stato facile, perché non capivo nulla di italiano. Ora parlo poco ma riesco a capire ed è tutto a posto».

Contro il Lavezzola, una bella doppietta: «Ho avuto occasioni anche nelle altre partite, ma solo domenica sono riuscito a segnare. Sono stato molto contento e felice».

Daniele Carnaroli

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