Nova, c’è gran voglia di riscatto
Zazzaroni: «Imparare dagli errori». Nicolodi dà la carica
VIGARANO MAINARDA. Dopo il brutto debutto in campionato, sconfitta per 41-68 contro Torino nell’opening day a Napoli, la Meccanica Nova Vigarano ha ripreso gli allenamenti settimanali animata dalla voglia di arrivare a un pronto riscatto. Nessun dramma per quanto è successo, però bisogna capire per quali motivi e cause dopo 6 minuti di partita, giocati a buon livello e in vantaggio per 14-7, la squadra è piombata nel buio più assoluto e mentalmente è letteralmente sparita dal campo.
Samantha Ostarello, che nella settimana precedente il debutto non si era allenata, per problemi al ginocchio destro poi risolti, paradossalmente è stata l’unica a salvarsi, con 18 punti e 16 rimbalzi, insieme a Giuditta Nicolodi, con 10 punti e 7 rimbalzi. La squadra è mancata in modo evidente, non riuscendo a fare un minimo di prestazione d’insieme.
«Dobbiamo avere coscienza di quanto è successo - spiega il dg Ennio Zazzaroni -, se vogliamo evitare che si ripeta. Clamorosamente, è mancata la prestazione. Non ne facciamo un dramma, ma questa scoppola deve servirci come esperienza e stimolo, per lavorare ancora di più, affinché questi vuoti mentali non si ripetano. Ritengo che tutto sia stato causato da un blocco mentale. La squadra si è sempre allenata bene e con impegno e, sono sicuro, continuerà sempre su questa linea. Ora ci aspettano due partite proibitive contro le corazzate Napoli e Lucca, saranno un buon banco di prova per riscattarci a livello di prestazione, che deve tassativamente esserci: poi vedremo ail risultato a chi arriderà».
Il ritorno in terra campana, questa volta per affrontare Napoli, presenta molte insidie, per la grande caratura dell’avversario: «La squadra partenopea - ricorda Giuditta Nicolodi - è una compagine ben organizzata e con un roster pieno di stelle, destinata quindi a viaggiare nei primi posti della classifica. Noi siamo decise a vendere cara la pelle e non abbiamo l’intenzione di recitare il ruolo di vittima sacrificale. Abbiamo voglia di riscattarci e questo dev’essere il nostro valore aggiunto».
Giuliano Barbieri
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