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eccellenza - il momento d’oro È finito

Argentana, ecco le prime crepe Bruschi si infuria con i giocatori

ARGENTA. Il giocattolo si sta rompendo, ma, ancora una volta, il campo c’entra poco. Il periodo d'oro dell'Argentana sembra già finito, con la formazione di mister Simeoni che continua a perdere...

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ARGENTA. Il giocattolo si sta rompendo, ma, ancora una volta, il campo c’entra poco. Il periodo d'oro dell'Argentana sembra già finito, con la formazione di mister Simeoni che continua a perdere pezzi. Sono bastate due sconfitte a minare il sempre precario equilibrio che contraddistingue l'ambiente granata, l'ultima delle quali mercoledì sera in casa contro il Classe. Al termine della partita, negli spogliatoi, sono volate parole grosse tra alcuni giocatori e il presidente Bruschi, autore dell'ennesima sfuriata. Sembra un lontano ricordo quando, appena due domeniche fa, si festeggiava il primo posto e una squadra che sembrava aver ingranato la marcia giusta.

La sconfitta di Sant'Agostino ha lasciato strascichi di nervosismo molto elevati, ma soprattutto il grave infortunio di Pagani che, con la clavicola fratturata, si rivedrà in campo, probabilmente, solo a dicembre. Mercoledì è uscito dal campo in barella il difensore Brandolini, dopo essere svenuto nello scontro con Anselmi nell'azione che ha portato al gol degli ospiti; le sue condizioni saranno monitorate nei prossimi giorni. A ciò, vanno aggiunti i problemi fisici di Tumolo, in tribuna domenica e in campo solo un'ora nella sfida infrasettimanale. Come al solito, spetterà a Daniele Simeoni raccogliere i pezzi di questa Argentana e provare a ricomporre il puzzle. I ricambi, però, non sono all'altezza, così il compito si annuncia più che mai arduo.

«Abbiamo qualche difficoltà offensiva - ammette l'allenatore granata -, purtroppo gli infortuni ci stanno penalizzando ma la squadra è viva. Al completo, abbiamo dimostrato il nostro valore; la squadra aveva un equilibrio che ora deve ritrovare, ma non sarà facile. Sono preoccupato, è complicato: serve il sostegno di tutti».

Daniele Carnaroli

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