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Buco nero Bondi Legnano si esalta

di Marco Nagliati
Buco nero Bondi Legnano si esalta

Bruttissima difesa estense e la gara è una salita impossibile

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FERRARA. Rimandata in officina per una revisione generale. Il debutto di Ravenna aveva dato l’idea di una Bondi sfrecciante, l’esordio interno di ieri con Legnano ha indicato come sia necessaria una accurata messa a punto. Ferrara perde al Pala Hilton Pharma sprecando l’opportunità di vivere una prima parte di stagione scapricciata. E, va detto, le premesse c’erano tutte. Clima di generale benevola aspettativa, oltre duemila sugli spalti. Le figure istituzionali (Modonesi, la Ferri, Merli e Calvano) con t-shirt della Bondi addosso. E poi ecco Amici (ora a Mantova a curiosare); Maiarelli (che in estate il team ha trattato per acquistarlo) al solito posto. Marco Nani della Mobyt sempre là, in tribuna d’onore. Insomma, dai: affetto puro. E, in aggiunta, primi 5’ sul parquet ad orologio: la curva Nord tifa, in 5’ gli estensi vanno avanti 15-5. Tutte triple e nulla da sotto. Ma va. Poi, il ghiaccino che Legnano inizia a spargere diviene iceberg. Difesa tattica con mista uomo e zona. Occupazione “militare” dall’area, che comporta una conseguenza. Le percentuali della Bondi calano, così nei cinque metri non c’è aria. Brkic viene costantemente raddoppiato e per trovare buoni tiri esce dai tre punti, finendo per diventare una guardia aggiunta. Ma così, i rimbalzi non si pigliano. E senza gioco interno, alla lunga né Rush e neppure Henderson hanno i centrimetri per squassare in entrata una retroguardia così blindata.

Ferrara perde il filo e vive 10’ da nightmare. I biancazzurri deragliano, buscano un break di 4-17 e vanno sotto di 17 (23-40 al 15’). E balza netto agli occhi il vero grande problema, probabilmente strutturale ma speriamo acuito dalla giornata. Questa Bondi non ha la difesa nel suo Dna, d’accordo: ma ieri è stata un buco nero. Soprattutto gli esterni sono stati spazzati via: Bucci un disastro totale su Raivio, Ibarra in imbarazzo su Palermo, Lestini a mulinare a vuoto. In queste condizioni, Rush e Brkic si vedono arrivare rivali da ogni dove. In queste condizioni, Legnano ha giocato con penetra e scarica. Di sistema. Pulito. Ed ha massacrato. Paradossalmente, il miglior difensore estense è stato Losi che sa farsi applaudire per i canestri più che l’essenza da mastino. Invece, Jordan entra ed è l’unico che frena Raivio. In più insacca le sue triple “ignoranti”. Dà energia e lo assecondano Henderson e Rush. La Bondi si rialza come Lazzaro: 22-5 di parziale (10 punti Losi) e all’intervallo parità (45-45).

Ma Ferrara non c’è, perché ha un attacco monopasso. Soffrendo a rimbalzo non scatta il contropiede; non segnando con “arroganza” da tre non induce Legnano ad aprire l’area. Ne consegue che i lunghi soffrono, la manovra si sfilaccia. Morea prova anche il quintetto piccolo. Piove sul bagnato: quando qualche pallone esce di pura sfortuna, Legnano va anche di contropiede e spezza la partita. Mantiene un margine rassicurante dalla lunetta, perché Ferrara esaurisce presto il bonus e ogni falletto vale due liberi: 55-68 al 30’. Senza velocità e neppure gioco spalle a canestro, per gli estensi la rimonta riuscita nel secondo quarto non è possibile. Da sotto non segna mai. In più, dietro, la cartolina che la squadra invia è desolante: Bucci continua ad essere una voragine (troppi 31’ con questo rendimento così insufficiente), Lestini non argina. L’ultimo sussulto è ancora di Losi (-7 al 38’, 75-82) ma la Bondi non è compatta. È dalla difesa che nascono le remuntade. E a questo giro nulla copriva le spalle.

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