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«Il Cus guidato dai senatori potrà fare la sua figura»

«Il Cus guidato dai senatori potrà fare la sua figura»

Rugby serie B. Il tecnico Marzanati fa il punto a una settimana dal campionato «Capitan Ippolito e il vice Susa saranno i punti di riferimento. Occhio a Leccioli»

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FERRARA. Da domenica prossima per la Txt Cus Ferrara sarà campionato. Un torneo difficile, con avversarie ancor più agguerrite, per un Cus che ha come obiettivo minimo la salvezza. Debutto contro i Caimani, sulla carta una delle squadre meno accreditate e che parte da -4 proprio come i ferraresi, reduci da una vigilia non proprio ottimale per una serie di motivi da ricercare dentro e fuori dal campo. Il punto della situazione lo traccia il tecnico estense Massimiliano Marzanati.

Mister, come affronterete la nuova stagione?

«Restano 300 minuti d’allenamento all’inizio del campionato - esordisce il tecnico -, 300 come i prodi di Leonida che difesero la Grecia dai persiani. Non voglio certo paragonarmi alla loro grandezza, ma due cose accomunano i due gruppi: il momento difficile in cui si trovano, dato da una rosa corta e numero inferiore rispetto al nemico, e dal valore di un gruppo che nel caso dei greci non si può certo dire che non fosse unito, vista la fine che ha fatto. Nel caso del Cus, si tratta di un gruppo ritrovato, un gruppo che si sta amalgamando sotto la guida del capitano Francesco Ippolito e di Ermanno Susa, suo vice. I due sono amici da sempre, dalle giovanili; determinazione, concretezza, generosità per Ippolito, estro, fantasia e grande voglia di vincere per Ermanno. Due persone così alla guida di una squadra non possono che fare bene, coadiuvati dai vecchi senatori, come Tenani, Ozzarini, Foganolo, Rimessi e Cavicchi. A loro si chiede di dare il 110% e guidare in porto la barca cussina».

Ormai sarete alla rifinitura...

«Quest’ultima settimana la passeremo, come la precedente, a lavorare tanto sulle fasi di conquista; la mischia come piattaforma cardine per il lancio del gioco, non solo in vista della partita con i Caimani, ma come punto fermo per l’intero campionato. Tutte le più belle partite dello scorso campionato sono nate dal dominio sugli avversari in questa fase e la partita a Paese ne è l’emblema: siamo stati alla pari dei primi in classifica. Sarà curata particolarmente anche la difesa, con i movimenti in inferiorità numerica. Determinante sarà anche la rotazione dei giocatori durante il match».

È l’ora delle scelte?

«Per me sono tutti titolari e voglio tutti pronti in qualsiasi momento proprio per ovviare ai cali fisiologici per stanchezza. I giocatori hanno lavorato duramente, in silenzio, con dedizione. Abbiamo poco tempo per essere al top e non abbiamo il privilegio di poterlo buttare via. Partiamo da -4, ma domenica sera dobbiamo essere a +1 e da lì incominceremo il nostro campionato».

Un torneo di quale tenore?

«Non mi sbilancio in pronostici sugli altri, ma posso dire che, se giochiamo con le capacità che abbiamo e la sorte ci assiste in tema di infortuni, la salvezza non è un problema. Il gruppo è questo, potrebbero arrivare in corsa un paio di giocatori studenti nel nostro ateneo che hanno superato i recenti test, ma niente stravolgimenti. Tenete d’occhio il giovane tallonatore Leccioli, che darà parecchie soddisfazioni. Spero sempre, poi, che chi non ha dato la disponibilità per motivi personali, ci ripensi e si unisca al gruppo».

Dario Cavaliere

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