Spal, oggi si discute del “Mazza”
Calcio Lega Pro. Importante vertice in Comune per i progetti di adeguamento dello stadio
FERRARA. Giornata importante, quella di oggi, per la Spal. Inizia ufficialmente a giocarsi una partita di rilievo per il futuro del club biancazzurro: é quella che riguarda lo stadio.
In tarda mattinata (diciamo tra le 12 e le 13) il presidente spallino Walter Mattioli, accompagnato da alcuni tecnici di fiducia della società, si recherà in Comune per illustrare all’assessore allo sport Simone Merli le idee, le soluzioni, che la Spal propone per mettere a posto il “Paolo Mazza”.
Presidente Mattioli, che succederà oggi in Comune?
«Faremo una bella chiacchierata. Siamo in una fase... preparatoria ma importante. Non vogliamo pensare a cosa accadrà la prossima primavera, ma se accadrà (l’allusione é ovviamente ad una eventuale ed auspicabile promozione in serie B; ndr) non intendiamo essere colti alla sprovvista da tale avvenimento. C’é la necessità di parlare, ed i nostri amministratori sono disponibili a farlo. L’assessore Merli, oltre che grande tifoso della Spal é molto attento a tutte le dinamiche».
L’argomento é lo stadio. La Spal che progetto metterà sul tavolo? Nuovo impianto o adeguamento del “Paolo Mazza”?
«Si parla di sistemazione dello stadio. Quello attuale. La congiuntura sociale, economica, é tale che le priorità sono altre: non pensiamo ad uno stadio nuovo. Ci muoviamo in punta di piedi, consapevoli della realtà. Sappiamo che non si possono spendere cifre astronomiche. Lavoriamo seriamente».
Avete un’idea precisa, a proposito del “Mazza”, o siete aperti a più soluzioni?
«Ritocchi? Interventi importanti? Modelli di stadi di altre città o altri Paesi? Non ci fossilizziamo, contempliamo varie ipotesi, per questo ci presentiamo con più tecnici. I nostri, giovani, preparati, ed altri che vengono da “fuori” con modelli da proporre. Bisogna parlare di tutto, valutare interventi e soluzioni. Se accadrà... “quella cosa”, l’impianto di illuminazione dovrà passare da 500 lux a 800, ma lì siamo pronti, c’é la struttura per aggiungere luci. Ma bisogna pensare a tante cose, a tutto. Agli ingressi, ai tornelli... Questi ultimi, ad esempio, presuppongono la necessità di spazi, si é attigui alle strade, verrebbe interessata la viabilità. Ripeto, bisogna ragionare con calma su ogni aspetto. L’argomento é già stato affrontato, il Comune ha già eseguito alcuni lavori di migliorìa, ora si deve discutere di altre... aperture. Vado in avanscoperta, diciamo così, poi vedremo».
L’obiezione di molti: a che serve un impianto messo a nuovo, completato, ad esempio con la chiusura dell’anello, o comunque accessibile in toto se ancora non si è raggiunta l’affluenza di 7.500 spettatori?
«Cha sarebbe quella per avere anche l’apertura della gradinata, lo so... Ma non é solo questione di numeri, pur se sappiamo come risponderebbe il popolo biancazzurro “nel caso che”. È anche una questione di funzionalità e capacità di accoglienza dell’impianto, e di rispetto per la nostra gente. Chi chiede la riapertura della gradinata, possibile solo nel caso di determinati requisiti di sicurezza, non lo fa così per il gusto di parlare. No, capiamo benissimo che una parte della nostra utenza non può permettersi, soprattutto con i tempi che corrono, di spendere 20 o 25 euro per andare in tribuna, quando potrebbe spendere una cifra inferiore se la gradinata fosse accessibile. Insomma, non dobbiamo pensare solo a vedere la gradinata piena, ma ad offrire un servizio. È una forma di attenzione nei confronti dei nostri sostenitori. Quello dello stadio é un discorso importante, a 360º. Per questo siamo pronti ad affrontarlo».
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