Spal, vertice interlocutorio per il futuro del “Mazza”
Il presidente Mattioli ha messo sul piatto i progetti di ristrutturazione dello stadio La società: «Presto analizzeremo gli aspetti economici relativi agli interventi»
FERRARA. Ieri, in tarda mattinata, come noto era in programma una riunione tra i rappresentanti dell’amministrazione comunale ed il presidente spallino Walter Mattioli, per parlare dei progetti di adeguamento e ristrutturazione dello stadio “Paolo Mazza”. Il vertice non ha portato a conclusioni definitive, come del resto era prevedibile.
La Spal nel pomeriggio ha diffuso questo comunicato ufficiale: «Nella giornata odierna (ieri; ndr) si è tenuto un incontro tra la società Spal 2013 srl e gli assessori del Comune di Ferrara Simone Merli e Aldo Modonesi per fare il punto sulla situazione dello stadio comunale Paolo Mazza. Si è trattato di un primo appuntamento interlocutorio a cui seguirà un incontro di dettaglio dove saranno analizzati gli aspetti economico-finanziari in ordine agli interventi da eseguire all'impianto».
Insomma, si deve ancora entrare nel cuore della questione ed é ovvio che il nodo più spinoso - come si intuisce anche dal comunicato della società - sarà rappresentato dalla questione dei costi da sostenere. La Spal ha scartato da subito l’ipotesi di costruzione di un nuovo stadio, e pensa esclusivamente ad interventi di ammodernamento del “Mazza”. La soluzioni possono essere molteplici, da quelle di minor impatto, giusto per mettersi a norma ed ottenere la riapertura della gradinata (con capienza quindi omologata per 7.500 spettatori) ad altre di maggior rilievo. Va detto che anche la sola e semplice installazione dei tornelli, necessaria per ottenere l’aumento di capienza, comporterebbe una spesa notevole, soprattutto in relazione all’opera, per non parlare dei problemi di viabilità visto che i tornelli stessi sono “invasivi” ed i settori dello stato adiacenti alla rete stradale.
Ecco perché, probabilmente, converrebbe effettuare interventi ben più importanti, come ad esempio la chiusura di tutto l’anello, con la copertura pure della gradinata dotandola magari anche di posti interamente a sedere. In pratica uno stadio rinnovato quasi per intero ma senza alterare lo stile e l’anima del “Mazza”. Giova anche ricordare che a fine anni ’80 esisteva un progetto per la copertura e la chiusura dell’intero anello (all’epoca c’era anche la Curva Est), sostenibile con i fondi elargiti dal Coni per Italia ’90, ma purtroppo si perse l’occasione per dotarsi di un vero e proprio gioiellino. Adesso il tempo c’é, la Spal si sta giustamente muovendo con buon anticipo per essere pronta ad intervenire la prossima primavera. I lavori sarebbero ineluttabili in caso di promozione in serie B. È presto per fare una previsione del genere, ma con una Spal in cadetteria non basterebbero certo 7.500 posti. La società fa benone a muoversi contemplando ogni soluzione, e con anticipo.
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