Okay, carne ma anche pesce Però qui manca tanto il pane
stata fulminea la replica di Alberto Morea a una domanda un po’ tendenziosa posta via sms da uno spettatore della trasmissione cestistica di Telestense e cioè: “Avete un’idea di quanti punti servano...
stata fulminea la replica di Alberto Morea a una domanda un po’ tendenziosa posta via sms da uno spettatore della trasmissione cestistica di Telestense e cioè: “Avete un’idea di quanti punti servano per arrivare terzultimi?”. «Tantissimi e noi sì vogliamo arrivare terzultimi, ma guardando la classifica a rovescio» ha risposto il coach, con la persuasione di chi è fiducioso nelle potenzialità dei suoi uomini e un pizzico della sfrontatezza di chi indossa la faccia grintosa. Gli obiettivi stagionali della Bondi sono stati declinati a maglie larghe: salvezza ma anche playoff, carne ma anche pesce. Peccato che domenica nel debutto interno non si sia sfornato nemmeno il pane. I limiti della squadra ne sono usciti ingigantiti come voragini.
Capitolo difesa: il peggio non è arrivato tanto a metà campo quanto in transizione, con quelli di Legnano ad arrivare sempre primi nei punti chiave. Ferrara non ha stopper naturali e non sempre si può pretendere che la scintilla dell’esperienza (tipo lo sfondamento subito da Losi a Ravenna, scongiurando un contropiede avversario nel finale) sopperisca a un’inclinazione allo sforzo difensivo che non c’è in elementi dalla carriera già matura. Chiaro che non c’è nessuna alternativa al lavoro in palestra sul collettivo. Capitolo lunghezza del roster: sette giocatori son pochi e lo sforzo di chi viene spremuto poi lo paghi nella transizione di cui sopra. Facendo di necessità virtù, l’idea di Morea è far lievitare un ottavo di rotazione operando in corsa sui ragazzi della panchina, non bruciandoli subito. Potrebbe essere una scelta saggia e in fondo è pure l’unica possibile. Il lievito, il pane, manca la pasta e siamo a un passo dal menù dello sponsor che punta sulle tipicità locali.
Ora trasferta a Chieti, prima della sfida a Treviso in casa. Partita per cui la società ha disposto il raddoppio del prezzo dei biglietti, una soluzione francamente mai adottata da altri prima d’ora. Si è ancora in tempo, chiediamo, a rivedere questa scelta? Anche perché, in quanto a tipicità ferraresi, continuiamo a preferire il cappellaccio.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google