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il presidente sospeso

La Uefa non tradisce Platini «Ora un processo equo»

La Uefa non tradisce Platini «Ora un processo equo»

Un assist così forse non lo avrebbe fatto lui neppure ai tempi d'oro della Juventus o dei Bleus. Tant'è. Dopo la sospensione di 90 giorni inflittagli dal Comitato Etico, lo “squalificato” Michel...

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Un assist così forse non lo avrebbe fatto lui neppure ai tempi d'oro della Juventus o dei Bleus. Tant'è. Dopo la sospensione di 90 giorni inflittagli dal Comitato Etico, lo “squalificato” Michel Platini incassa la fiducia, seppur a tempo, dell'Esecutivo dell'Uefa che non lo scarica nella corsa alla presidenza della Fifa, per la quale il principe giordano Ali bin Al Hussein ha ufficializzato ieri la sua candidatura.

Forse un atto dovuto, anche per rispetto e riconoscenza di quanto fatto da Le Roi nel corso dei suoi anni alla guida del calcio europeo, ma che comunque stoppa le voci di un dissenso si stavano allargando all'interno della famiglia Uefa che adesso potrà ricompattarsi in vista dell’elezione del nuovo presidente Fifa.

Il verdetto delle 50 Federazioni affiliate all'Uefa non ha tradito né le attese né Le Roi che avrà adesso un mese di tempo per organizzare le contromosse così da non veder bruciate le sue possibilità alla presidenza Fifa. «Sosteniamo il diritto di Michel Platini ad avere un processo equo e un giudice imparziale per poter dimostrare la sua innocenza», si legge nella dichiarazione congiunta. «Con fermezza, facciamo appello a tutti gli organi coinvolti nell'attuale procedimento, ovvero il Comitato Etico Fifa, la Commissione d'Appello e in ultima istanza il Tribunale Arbitrale dello Sport, affinché lavorino alacremente per garantire una sentenza finale al massimo entro metà novembre 2015». Il «sostegno a Michel Platini è ampio», assicura il segretario generale, e suo braccio destro, Gianni Infantino. Non c'è stato bisogno di voti e le memorie difensive preparate dai legali di Platini devono aver fatto breccia tra i membri del calcio europeo che hanno, di fatto, garantito una fiducia a tempo al loro presidente. Anche se con qualche distinguo, come ha fatto il presidente onorario dell'Uefa, Lennart Johansson: «Lui è un mio amico e lo stimo come presidente Uefa. Ma se questo (cioè le accuse mossegli, ndr) fosse vero allora le cose dovranno fare il loro corso».

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