Partita speciale Paramatti in campo e uno in tribuna
Michele, grande ex biancazzurro, al Mazza col cuore diviso «Spero che mio figlio giochi. La Spal? Forse è l’anno giusto»
FERRARA. Un Paramatti in campo, l’altro in tribuna. Giornata speciale per chi porta un nome scritto a lettere maiuscole nella storia della Spal.
Oggi al “Paolo Mazza” sugli spalti ci sarà Michele, 151 presenze in biancazzurro e qualche medaglia sul petto, su tutte la doppia promozione dalla C2 alla B con la mitica formazione di Gibì Fabbri. “Visita” non casuale la sua, visto che nel Siena gioca il figlio Lorenzo, classe 1995, che ancora non era nato quando il papà contribuiva ad issare la Spal là dove ormai manca da ventidue anni.
Michele Paramatti, con che spirito questo ritorno al “Mazza”?
«Con la speranza di veder giocare Lorenzo. Finora non ha avuto molto spazio. Sta bene, é contento, si sente in forma, ma ha bisogno di una chance».
A 20 anni ha già sofferto il lato difficile del calcio.
«L’anno scorso al secondo giorno di ritiro col Bologna si é rotto il ginocchio. È rientrato a marzo e si é strappato. Adesso ha messo tutto alle spalle e cerca una possibilità: te la devi guadagnare ma ti va anche data».
La storia del papà può insegnargli il significato della perseveranza...
«Caratterialmente ha ereditato i geni giusti, in tal senso non sono preoccupato. Dopo ciò che ha passato, avrebbe voglia di spaccare il mondo. Cerco di dargli qualche consiglio».
Entrare nello stadio che ha lanciato la carriera di un genitore così famoso, cosa rappresenterà per Lorenzo?
«È staccato dal mio percorso. Ma quando sarà nel corridoio degli spogliatoi e vedrà tutte le foto appese ai muri ed in cui ci sono io, realizzerà quanto ho fatto alla Spal. Ma é focalizzato sulla sua strada, non si fa condizionare dal mio passato, non sente il peso del nome».
Più terzino o difensore centrale?
«Lorenzo ha più forza di quanta ne avevo io, ha attenzione, rende meglio da centrale anche se può adattarsi come esterno».
È in un Siena che potrebbe rendere la vita dura alla Spal, no?
«È un Siena bello quadrato, con giocatori di categoria superiore. Mister Atzori ha dato un’identità alla squadra, che avrebbe potuto vincere un paio di partite in più. Una squadra temibile, in effetti per la Spal non sarà facile. Però...».
Però? Prego...
«A Ferrara conservo amici ed interessi. So, vedo, che la Spal sta disputando un ottimo campionato, dando seguito allo straordinario finale della scorsa stagione. Ha trovato stabilità e risultati notevoli, ha buoni giocatori ed un signor allenatore. Inoltre la società é solida, tranquilla, con i piedi ben saldi a terra: tutte componenti essenziali per risvegliare l’entusiasmo, che mi dicono essere rinato. Dopo vent’anni (e spiccioli...; ndr) chissà, potrebbe essere davvero l’anno giusto. Ed anche questa partita col Siena... festeggiammo là la matematica serie B, ricordi? Della serie corsi e ricorsi storici...».
Paolo Negri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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