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Bondi contro Chieti Lite tra società e fan

Bondi contro Chieti Lite tra società e fan

Basket A2. Sabato la curva sta fuori. Bulgarelli: «Ora basta»

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FERRARA. Mentre a Ferrara infuria la polemica sul caro biglietti della gara di sabato prossimo contro Treviso, la Bondi oggi scenderà in campo a Chieti (primo salto alle 18 al PalaTricalle; a destra Rush) per la terza giornata di campionato. Coach Alberto Morea ha ripetuto ai suoi che «il primo obiettivo sarà quello di pensare a noi stessi». Parole sagge, soprattutto se pronunciate pensando alla sfida coi giovanotti di Chieti che, da oggi, schierano pure un nuovo arrivo: il bulgaro Ivan Lilov (guardia di 27 anni) che in Italia era stato chiamato da Reggio Emilia, arrivato a Chieti per prendere il posto dell’infortunato Abbot. Oltre al bulgaro, coach Galli può contare su Sergio, il sempre utile (nonché ex) Marco Allegretti e sul solido e atletico Armwood, ragazzone americano di 25 anni che sotto canestro si farà sentire. Ma sarà in difesa che Ferrara dovrà cercare di fare un passo in avanti rispetto alla prestazione contro Legnano.

Oltre al lato sportivo, nelle ultime ore ha tenuto banco il botta e risposta tra società e tifosi che sta rubando la scena al basket giocato. Dapprima è intervenuta la curva con un comunicato: “Dopo le vicende di questi giorni comunichiamo che il gruppo Curva Nord Ferrara non sarà presente all'interno del palazzetto durante la partita di sabato prossimo Ferrara-Treviso. È stata una scelta difficile, perché sarebbe potuto essere un bello spettacolo davanti alle telecamere di Sky Sport: forse lo sarà, ma senza di noi. In settimana abbiamo avuto un incontro con Vittorio Veronesi (team manager e responsabile marketing; ndr), in cui abbiamo spiegato le nostre ragioni e tentato (invano) una mediazione sul prezzo dei biglietti. La nostra è una decisione dettata dalle scelte della società: nel caso in cui i personaggi in questione fossero disposti a fare un passo indietro e a diminuire il prezzo dei biglietti (per tutti), saremo come sempre al nostro posto in curva. Nel frattempo siamo dalla parte dei tifosi trevigiani, che saranno costretti - così come i ferraresi - a sborsare 19 euro per sostenere la propria squadra: paradossalmente a loro costerà più il biglietto per la partita che il viaggio in pullman. Ci dispiace non sostenere i nostri ragazzi in questo match importante, ma sentiamo il bisogno di dare un segnale. Il nostro striscione rappresentativo sarà appeso al contrario in segno di protesta verso una società che non rappresenta più la città e i propri tifosi”.

Non si è fatta attendere la dura reazione della società, per bocca del presidente Fabio Bulgarelli. «Abbassare ulteriormente il prezzo dei biglietti della partita con Treviso non sarebbe corretto nei confronti dei 1456 abbonati che ci hanno dato fiducia e pagheranno 8,50 euro ogni partita. Chi vuole vedere la partita con Treviso pagherà 19 euro, altrimenti potrà stare a casa e vedersela in poltrona. Quelli che si lamentano, che sono solo 50 persone su duemila, non rappresentano il nostro pubblico e non incarnano la nostra idea di basket. Io porto rispetto a tutti, ma non posso ascoltare chi non dice la verità. Il tifoso vero si abbona, e poi ha diritto di protestare. Noi abbiamo cercato di tenere aperto il dialogo con questo gruppo di tifosi, ma ora non intendiamo più continuare a farlo. La pazienza e il dialogo sono terminati perché sono andati oltre il limite, e non vogliono nemmeno il bene della squadra. Veniamo criticati per qualsiasi cosa. In curva metteremo dei bambini con le bandierine. E poi da martedì allenamenti a porte chiuse perché non voglio che questa polemica disturbi la squadra».

Mauro Cavina

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