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«Quest’Argentana deve credere di più nella propria forza»

«Quest’Argentana deve credere di più nella propria forza»

Filippi non nasconde progetti ambiziosi per il futuro «Siamo una bella squadra, bisogna esserne consapevoli»

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ARGENTA. Risveglio dolce in casa Argentana dopo la vittoria nel derby con la Portuense. Tre punti che collocano i granata all'ottavo posto, nel bel mezzo di una classifica cortissima, dove la continuità di risultati, positivi ma anche negativi, potrebbe far scaturire qualsiasi scenario. La vittoria contro i rossoneri di mister Labardi ha portato le firme di capitan Donati, impeccabile dal dischetto, e Arrobi, abile ad approfittare dell'errore del portiere degli ospiti Cirelli, già autore di un'indecisione anche in occasione del fallo da rigore su Filippi. Mister Simeoni, giustamente, l'ha chiamata fortuna. Dopo tanti episodi controversi, la dea bendata ha strizzato l'occhio alla formazione granata, consentendole di ottenere tre punti che vanno un po' a saldare il conto di quelli persi in altre circostanze. Si veda, ad esempio, le sfortunate trasferte di Sant'Agostino o, ancora di più, Alfonsine, dove l'Argentana ha subito due sconfitte di misura nonostante un gran numero di occasioni create. Dello stesso avviso è uno dei protagonisti del derby di domenica, l'attaccante Mattia Filippi, alla prima stagione in maglia granata:

«Grazie ad un episodio fortuito, abbiamo vinto una partita molto equilibrata. Dopo il vantaggio su rigore, non abbiamo giocato come volevamo. Solo a tratti abbiamo fatto vedere la squadra che siamo, possiamo fare meglio. Diciamo che domenica la sorte ci ha dato una mano, mentre altre volte siamo stati molto sfortunati».

Filippi ripercorre questi primi due mesi di campionato, senza nascondere progetti ambiziosi:

«La partenza è stata molto positiva, siamo una bella squadra per cui è tutto nella norma. Potevamo vincere anche qualche partita in più, così com'è vero che in altre occasioni si poteva perdere o pareggiare. Ho compagni di squadra forti, la società non ti fa mancare nulla: dobbiamo credere di più in noi stessi ed essere consapevoli della nostra forza».

L'attaccante granata, che vive a Voltana, a pochi chilometri da Argenta, rivela le motivazioni che l'hanno spinto ad abbandonare il calcio professionistico, dopo due anni in serie B con il Vicenza:

«Inizialmente mi è dispiaciuto scendere di categoria. Sicuramente è bello prendere lo stipendio da calciatore, ma avevo voglia di giocare, per cui ho fatto la scelta di avvicinarmi a casa. La proposta migliore è stata quella dell'Argentana e sono molto contento di essere arrivato qui».

Daniele Carnaroli

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