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Bondi, Bulgarelli chiede scusa, abbassa i prezzi e va sul mercato

Lorenzo Montanari
Da sinistra: il dottor Mario Capozza, il patron Fabio Bulgarelli, il vicepresidente Lallo Vaccarella e l'avvocato Marco Cocchi
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Da sinistra: il dottor Mario Capozza, il patron Fabio Bulgarelli, il vicepresidente Lallo Vaccarella e l'avvocato Marco Cocchi

Basket A2. Clamorosa svolta in casa biancazzurra: i biglietti per i match con Treviso, Ravenna e Fortitudo Bologna costeranno come per le altre gare. Ebeling a caccia di rinforzi

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FERRARA. Chiede scusa ai tifosi biancazzurri e fa un passo indietro, riportando al costo normale i biglietti per le gare contro Treviso, Ravenna e Fortitudo Bologna. Fabio Bulgarelli, numero 1 della Bondi Pallacanestro Ferrara, ha parlato di questo e non solo: la società farà ricorso al mercato, allungando e/o migliorando il roster a disposizione del coach Alberto Morea.

«Per il bene della pallacanestro il presidente deve guardare a tempi lunghi - dice Bulgarelli -, al bene della città, dei giocatori e a chi lavora per il bene del basket a Ferrara. Faccio un passo indietro, chiedo scusa ai tifosi, mi rendo conto di aver sbagliato le politiche di marketing, abbiamo così deciso di riportare a 12 euro il costo dei tagliandi di curva e gradinata, al fine di consentire a tutti di poter vedere la gara, ma non per sfidare nessuno, consapevole di aver usato nei confronti dei nostri tifosi parole spiacevoli, dettate dallo stress delle critiche ricevute. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi, auspico e spero che ci sia contro Treviso il pubblico delle grandissime occasioni».

Poi, il mercato: «Abbiamo preso atto - prosegue i patron - del rendimento di alcuni giocatori di questo momento: vogliamo alzare il livello di alcuni giocatori che ora stanno rendendo poco, metteremo più bastone e meno carota. Ho dato mandato a Ebeling, Pasi e Morea di vedere sul mercato se c’è la possibilità di rinforzarci, anche perché adesso siamo corti. Difficilmente faremo qualcosa prima del match con Treviglio, anche se abbiamo dei problemi di costruzione della squadra: è un problema di condizione e di voglia. Ebeling? E’ saldissimo al proprio posto, ma non può più sbagliare».

Marco Cocchi, legale della Pallacanestro Ferrara, ha spiegato il perché la società è ancora nelle mani di Fabio Bulgarelli: «Avremo dovuto farlo prima - ammette l’avvocato -, ci saremo forse risparmiati 3-4 mesi di polemiche. Abbiamo commesso un errore di valutazione, anche perché in quel modo pensavamo di limitare le polemiche, invece le abbiamo accentuate. Abbiamo così voluto essere il più trasparenti possibile. L’idea del gruppo dirigenziale è cercare di chiudere definitivamente questo capitolo, speriamo che sia così».

Cocchi ha svelato un retroscena sulla mancata conferma del coach Alberto Martelossi: «Una brutta sorpresa che abbiamo avuto subito dopo aver deciso di mantenere la società. Cose che non ti aspetti di vedere, magari avremmo potuto decidere di sapere chi è andato a modificare il contratto, ma non abbiamo voluto prendere decisioni drastiche, semplicemente voltando pagina. Abbiamo trovato un contratto che credevamo prevedesse per entrambe le parti un escape al 10 giugno, ci siamo resi conto che per la società l’uscita era al 10 giugno, per Martelossi il 25, così non ci potevamo muovere».

La ragione principale perché la società è ancora nelle mani di Bulgarelli? «A inizio maggio non ci potevamo permettere di aspettare 45 giorni. Come tifoso, se Maiarelli si fosse presentato prima con mezzi economici e garanzie di comprare la società, oggi probabilmente sarebbe lui il proprietario. In poche trattative ho visto oneri a carico del cedente così importanti e pochissimi onori. E ci ha infastiditi apprendere dai giornali la mattina del 20 maggio che la nostra controproposta non era gradita alla controparte: ci volevano tenere a bagno maria per molto tempo».

Così Lallo Vaccarella: «Il conflitto interno che si era creato ha portato alla tabula rasa che c’è poi stata - dice il vicepresidente biancazzurro -, da almeno un anno e mezzo, assieme a Mario Capozza, avrei voluto portare a Ferrara John Ebeling. Devo ammettere che era davvero impossibile continuare come l’ultimo periodo dell’anno passato: non c’erano i presupposti per farlo. Abbiamo attraversato sei mesi di grande sopportazione, dal canto mio non condivido tutta questa cattiveria».

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