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Spal, è il giorno decisivo per Schiavon

di Paolo Negri
Spal, è il giorno decisivo per Schiavon

Si aspetta il sì al tesseramento immediato. Anche in caso di esito positivo è però difficile che possa esserci l’ok per sabato

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FERRARA. È il giorno di Eros Schiavon. O dovrebbe esserlo (poi vedremo perchè un piccolo spazio all’uso del condizionale dobbiamo ancora concederlo). Oggi a Roma si terrà la riunione del Consiglio Federale, nel corso della quale deve essere espresso il verdetto circa la possibilità di immediato tesseramento di Schiavon da parte della Spal.

La dinamica del caso

I fatti sono noti. Il centrocampista ha rescisso il contratto con l’Avellino dopo la chiusura della finestra estiva del mercato, e da regolamento potrebbe accasarsi solo a gennaio. Il giocatore, appellandosi al diritto del lavoro e chiedendo il cosiddetto “trasferimento in deroga”, ha però presentato domanda per poter essere ingaggiato già adesso da un’altra società, nel caso specifico appunto la Spal. Una prassi non inusuale, consentita dal precedente del caso-Mazzeo della scorsa stagione, comune ad altri giocatori (il Consiglio deve giudicare anche i casi di Tripoli che ha rescisso con l’Ascoli e dovrebbe andare alla Cremonese, e quello di Vacca che dopo la rescissione con la Reggiana può accasarsi al Foggia) ed appoggiata dall’Associazione Calciatori.

Il Consiglio doveva deliberare lo scorso martedì 13, poi i lavori sono stati rinviati. La Spal resta fiduciosa, ha tutta la documentazione già preparata ed in caso di risposta affermativa del Consiglio Federale è pronta a procedere immediatamente con il tesseramento di Schiavon. Va però detto che a priori sembra difficile che anche nella più favorevole delle ipotesi il centrocampista possa essere a disposizione già dopodomani contro la Lupa Roma. Ci sono infatti dei tempi burocratici che probabilmente impediscono il rapidissimo arrivo del placet. Nel caso, comunque, Schiavon ci sarebbe per sabato prossimo a Macerata. Se invece il Consiglio Federale dirà no, allora Eros sarà tesserabile - come noto - solo l’1 gennaio.

Il margine di dubbio

Va però detto che al momento non c’è ancora la totale certezza che il Consiglio deliberi oggi. Questo perchè si annuncia un’assemblea molto animata (eufemismo) e molto lunga. Si deve infatti discutere della caotica e gravissima situazione in cui versa la Lega Pro, ed in particolare della posizione della sua governance. Il commissariamento in teoria scade il giorno 31, ma il commissario Tommaso Miele dovrebbe/potrebbe vedersi prolungare il mandato fino al 31 dicembre come minimo, in attesa delle nuove elezioni. Miele però martedì ha dovuto incassare il duro colpo rappresentato dalla dimissioni del subcommissario al bilancio Dino Feliziani «... in dissidio con il commissario per l’approccio e lo svolgimento del mandato che a mio avviso avrebbe dovuto comportare maggiore indipendenza di giudizio». Miele oggi chiederà di prolungare il commissariamento, avrà contro l’ex presidente federale Abete e poi si procederà ai voti. Ma il rischio, come detto, è che il protrarsi dei lavori faccia slittare gli altri punti del giorno. Con la Spal e Schiavon che in questo caso rischierebbero di veder prolungata la loro attesa.

Tra l’altro, oggi i consiglieri dell’Assocalciatori - Tommasi, Perrotta, De Sanctis e Calcagno - non parteciperanno al Consiglio, in segno di protesta contro le altre componenti della Figc, e sottolineano che «si ritiene la situazione della Lega Pro non prorogabile visto il preciso mandato conferito a suo tempo al dott. Miele, che imponeva nuove elezioni entro fine ottobre indipendentemente dell'approvazione del bilancio».

Un bel caos, non c’è che dire.

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