Il sogno di Elias «Titolo assoluto e Nazionale»
Hichri, 18 anni, è diventato cittadino italiano «Sul ring sono io a decidere la mia sorte»
FERRARA. Ha vinto i campionati regionali, poi gli interregionali e lo attendono, dal 20 al 22 novembre a Livorno, gli assoluti. Elias Hichri, peso leggero della Costantino Boxe, ha un sogno.
Prospettive per le finali italiane?
«Vincere! Si punta a quello», esclama senza dubbi Elias.
«Troviamo avversari alla stessa altezza - puntualizza il suo maestro Pino Costantino, con il quale ieri ci ha fatto visita in redazione -, se la giocano tutti alla pari: sono rimasti in 8, deve rimanerne solo uno».
Finora questo ragazzo si è comportato bene...
«Ai regionali - prosegue Costantino - quest’anno sapevamo che potevamo fare bene, entrambi gli avversari li ha battuti nettamente. Agli interregionali ha incontrato i campioni di Liguria e Lazio, quello laziale era più forte, eppure Elias in semifinale ha vinto 2-1, in finale 3-0».
Elias, raccontaci chi sei.
«Ho 18 anni, genitori tunisini, ma da un mese ho la cittadinanza italiana: essendo nato qui, al raggiungimento della maggiore età viene attribuita».
Contento di averla?
«Stracontento, l’aspettavo. È la prima volta che ho potuto fare i campionati italiani, proprio per la cittadinanza».
Da quanto pratichi la boxe?
«Saranno quasi 4 anni».
Come mai l’hai scelta?
«Mi sono presentato da solo in palestra, abito lì vicino: ho chiesto se potevo provare, mi sono trovato bene, mi è piaciuto».
Perché?
«Sul ring ci sei tu: se vinci, sei tu a vincere, se perdi, perdi tu. Fai la differenza, conti sulla tua forza».
Qual è stato il tuo percorso?
«Ho un record di 35 incontri, ho vinto tre tornei: l’Italia, il regionale e l’interregionale, una medaglia di bronzo a un torneo in Polonia. Grazie al pugilato ho girato tutta l’Italia: per fare un quarto d’ora d’incontro, si fanno 1300 chilometri in auto, sempre volentieri, senza problemi».
Hai un idolo?
«Sugar Ray Leonard: classe, forza, tecnica, potenza...».
Quali le tue ambizioni?
«Vincere. Provare a vincere gli italiani, puntare sempre più in alto, arrivare fino alla Nazionale».
Come?
«Facendosi notare - interviene Costantino - arrivando almeno alle finali dei tornei maggiori: c’è sempre il ct della Nazionale a osservare chi può avere le qualità per andare avanti. Anche gli assoluti sono monitorati: se arriva in finale, una chiamata, almeno per un ritiro, arriverà. Per entrare nel giro azzurro non contano solo la tecnica, la qualità, ma anche la voglia di allenarsi, di ascoltare gli allenatori, essere costante e serio».
Andrete alla riunione al palasport del 31?
«Sì, ci andiamo insieme».
Conosci i pugili che combatteranno?
«Sì, sono ragazzi che si allenano duramente, questo sport non concede svago, se arrivi lì è perché sei pronto».
Facciamo la “schedina”?
«Marcello Matano-Nick Klappert, tTitolo Intercontinentale Ibf super welter: vince Marcello per ko all’ottava ripresa. Alessandro Caccia-Michele Esposito, titolo italiano dei welter: vince Caccia ai punti. Obbadi vs Sabljov (pesi mosca): uno fisso. Balisai vs Janjic (pesi leggeri): uno fisso. Sofiene vs Matic (pesi medi): non li conosco. Tiganas vs Eroe (pesi piuma): Tiganas sta andando bene, vincerà. Bentivogli vs Secchiaroli (pesi mediomassimi): un debutto è sempre difficile, si spera bene, ci mancherebbe. Zagatti vs Cristofori (pesi piuma): hanno già combattuto assieme da dilettanti, con Cristofori ho parlato e ha fiducia... Ma Zagatti è allenato da Momo e lui sa cosa fare... pareggio? Turchi vs da definire (pesi massimi leggeri): Turchi, a prescindere dall’avversario, tutta la vita!».
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