Bondi, limiti tecnici e cuore che non batte
Con Treviso non si è vista nemmeno la grinta. Clima surreale
FERRARA. Non resta che guardare con speranza al futuro. Perché sembra essere l’unico esercizio utile in un momento dove, sia in campo che fuori, tutto sembra andare per il verso sbagliato. Si fa fatica pure a capire quando il barometro tornerà al sereno, perché le nubi continuano ad addensarsi sul cielo della Pallacanestro Ferrara e il sole fatica a fare capolino. Dopo una settimana di polemiche e colpi di scena, solo dal campo poteva arrivare un segnale rassicurante. Che invece non è arrivato. E mentre sugli spalti continuavano a serpeggiare delusioni e polemiche, sul rettangolo di gioco non si sono visti quei segnali incoraggianti che molti, anche i più pessimisti, si aspettavano. O meglio, si sperava di vederli per non peggiorare una situazione generale già molto critica.
Certo, non era contro la capolista De’ Longhi che Ferrara doveva vincere per forza. Ma mostrare un passo in avanti, dopo gli scivoloni di Legnano e Chieti, sarebbe stato come bere un bel brodino caldo. E invece la Bondi ha mostrato tutti i propri difetti in un colpo solo. Di struttura e di gioco. Alla fine lo svantaggio è stato solo di dieci punti, ma perché Treviso non ha infierito su un’avversaria che qualche segnale di vita l’ha dato, senza però trovare un filo logico in una gara tutta ad inseguire e, per giunta, giocata quasi in trasferta. Perché anche sugli spalti il pubblico trevigiano ha sovrastato quello ferrarese che, in aperta polemica, non ha sostenuto la squadra ed ha esposto striscioni di protesta verso la società.
In questo clima surreale, di polemiche che si trascinano da mesi su Facebook e che ora sono arrivate anche all’interno del palasport, la Bondi ha cercato di resistere ai colpi di Treviso, però senza mai dare l’impressione di poter prendere in mano una partita troppo pesante e dura. E dire che sarebbe bastato poco. Sarebbe servita solo un po’ più di grinta e un pizzico di rabbia agonistica in più per mandare un segnale. E invece la Bondi ha mostrato un elettrocardiogramma piatto, segno che nemmeno il cuore batteva, oltre a limiti tecnici evidenti.
Morea ha cercato in tutti i modi di spronare i suoi, mischiando le carte fin dalla partenza, spedendo in campo Ghirelli al posto di Bucci il quale, però, anche uscendo dalla panchina non ha avuto un buon impatto sulla gara. Dopo le difficoltà iniziali Ferrara ha trovato un guizzo quando Losi ha preso il posto di Ibarra in regia, e Henderson ha preso qualche iniziativa. Ma ad inizio secondo quarto Treviso ha alzato un muro sotto canestro e piazzato un primo colpo ben assestato per il 20-32 del 15’. La Bondi ha reagito con due canestri di Lestini, ma poi Rinaldi l’ha ricacciata sotto, mentre Brkic era sostanzialmente assente e Rush ingabbiato dalla difesa di Treviso.
Dopo il riposo Ferrara perde ancora lucidità e fatica contro l’efficiente sistema di gioco della De’ Longhi. Regia inesistente, guardie che non attaccano il canestro e in area solo avversari, sia da una parte che dall’altra. Quanto basta per aprire la strada a Treviso che arriva al 35-51 del 23’ e tiene costantemente in scacco la Bondi. Nonostante qualche fiammata di Bucci e di Henderson, Ferrara dà l’impressione di poter ancora reagire, forse perché Treviso allenta un attimo la presa. Ma dopo il -12 del 33’ la Bondi si insabbia di nuovo. Due triple di Moretti ed ecco il -17. Gara chiusa. Se non fosse per qualche tripla di Lestini. Alla fine c’è aria pesante. Forse meglio pensare al “day after”.
Mauro Cavina
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