La Spal fa un boccone della Lupa
Calcio Lega Pro. Prestazione autoritaria dall'inizio alla fine, laziali spazzati via con un poker
FERRARA. La Spal torna alla vittoria (dopo due 0-0), Zigoni torna al gol (dopo le abbuffate della scorsa stagione). Pomeriggio perfetto, quello di ieri al "Mazza". I biancazzurri portano a otto i risultati utili consecutivi (imbattuti) e rafforzano il primato in attesa dei match odierni. Prestazione di spessore e serietà al cospetto dell'ultima in classifica, affrontata come se fosse una squadra di vertice: la mentalità della Spal è pari alle qualità calcistiche degli uomini di Semplici. La Lupa viene braccata dal primo all'ultimo minuto, e se salva qualche porzione di pelo in più è solo per un concorso di circostanze. Poker servito senza affanni.
Spal in campo con una formazione inattesa: Ceccaroni titolare (per la prima volta) in difesa, preferito sia a Silvestri che Giani, e tandem d'attacco Zigoni-Finotto, con Cellini in panchina. Scelte da leggere anche nell'ottica dei tre match in otto giorni (mercoledì la gara di Coppa a Mantova, sabato la super-sfida di Macerata). Moduli speculari, anche la Lupa - con i neo-acquisti Fabbro e Cristiano subito in campo) - col 5-3-2. Biancazzurri subito padroni. Possesso palla continuo, baricentro molto avanzato, pressione. Iniziativa costante. Gara sbloccata già al 12': Finotto riceve al limite, si destreggia, poi scarica un destro rasoterra in apparenza non irresistibile ma che, complice la deviazione di Pasqualoni, beffa Mangiapelo. Il merito della Spal è quello di insistere. Inizialmente non con brillantezza, magari, complici le scarse soluzioni per i portatori di palla, costretti a ritardare il passaggio. Ma i biancazzurri si sciolgono e l'incontro assume i contorni di un dominio. Nella Lupa i "poveri" Quadri e Cristiano si moltiplicano ma nulla possono. La Spal straripa. Al 23' Castagnetti deposita la sfera sulla testa di Finotto che obbliga Mangiapelo al paratone. Al 25' Mora reclama il rigore. Al 30' Di Quinzio, su punizione imbecca Ceccaroni il cui colpo di testa bruciante esalta i riflessi del portiere ospite. Dal corner, sempre affidato al piedino del "Diqui", Cottafava si allunga e manda la sfera a sfiorare la trasversale. Monopolio spallino. Corre il 36' quando Zigoni viene atterrato al limite. La mattonella è quella giusta per Di Quinzio, il cui destro a girare disegna una parabola imparabile. Tris sfiorato al 43' quando Lazzari slalomeggia in area ed esplode il diagonale: palo interno. Sul pallone si avventa Mora: contrato, zuccata di Finotto con palla fuori. Ed al 46' la triangolazione Finotto-Zigoni-Finotto porta l'11 solo davanti a Mangiapelo che si oppone con bravura in angolo.
Nella ripresa Spal minacciosa già al 5', di nuovo con Di Quinzio su punizione: Mangiapelo, in tuffo, oppone i pugni. Al portiere laziale va meno bene al 12' quando boxa la sberla dai 25 metri dell'ottimo Ceccaroni; sul pallone arriva Zigoni, che controlla e ribadisce nel sacco, realizzando la sua prima rete stagionale. Gara al sicuro, ma che bello vedere la Spal continuare a giocare. I biancazzurri non sono sazi, ed al 17' Lazzari e Finotto sfiorano in successione il poker. Epperò al 20' giunge improvviso il gol della Lupa. Cottafava si esibisce in un grande recupero in tackle scivolato, entrando sul pallone che va a battere con fragore sui cartelloni pubblicitari. L'arbitro ammonisce lo spallino ed accorda una punizione laterale che Cristiano calcia rasoterra; la sfera filtra, uno spallino respinge sulla linea ma il guardalinee indica il centro del campo, asserendo che l'intervento riparatore è giunto oltre la riga di porta. La Spal riprende il recital ed al 26' la perentoria incornata ravvicinata di Zigoni (cross da destra di Lazzari) vede Mangiapelo sfoderare il paratone. Come al 32' quando si oppone a Lazzari. La Lupa si fa minacciosa con Tajarol al 38' ma è solo uno squarcio nel biancazzurro. Le cui tinte risplendono sfolgoranti allorchè il folletto Ferri ristabilisce le distanze, toccando con maestria di esterno a convertire in rete l'assist di Castagnetti. E il popolo si esalta. Giustamente.
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