Pasi prova a scuotere la Bondi
Basket A2. Il neo ds si presenta: «Voglio intensità e Morea deve trasmetterla. Basta ciondolare». Squadra in silenzio
FERRARA. Ha cominciato a lavorare a fine luglio per la Pallacanestro Ferrara con mansioni dirigenziali. Alessandro Pasi, dopo le dimissioni di John Ebeling, è ora anche il neo direttore sportivo della Bondi. Bolognese doc, il dirigente ha già lavorato a Bologna (sponda Fortitudo e Virtus), Napoli, Rieti e Roseto. A presentarlo, lunedì sera, il legale della società Marco Cocchi. «Diamo un forte segnale per l’organizzazione della squadra - dice -; considerati gli eventi, che hanno amareggiato Fabio Bulgarelli, manteniamo un profilo di chiusura in un silenzio: deve parlare il campo, punto. Alessandro Pasi è il nuovo diesse». Eccolo, Alessandro Pasi. «Adesso c’è un bisogno fondamentale: calma e tranquillità, anche se siamo in una situazione agonistica non splendida. Da subito ho percepito attriti e contrasti, il bene comune è avere una proprietà che abbia passione e voglia d’investire. Chi investe può sbagliare, Bulgarelli si è scusato e non è da tutti. Spero di trasmettere allo staff e alla squadra la voglia di sbattersi e sbucciarsi le ginocchia: forse la squadra si è seduta sulle polemiche».
Con coach Alberto Morea ha già parlato? «Oltre un’ora. La barca è una – ha continuato il diesse biancazzurro -: dobbiamo sbatterci, dando energia e intensità; dobbiamo avere fame e coach Morea deve trasmettere tutto ciò. I giocatori devono dare il massimo, non ciondolare in campo». Pasi è diretto, non lascia niente al caso. «Il mercato? Sono stati fatti degli sbagli di valutazione, anche se dico che non possiamo essere questi. Alcuni giocatori sono già stanchi ancora prima di cominciare. Morea deve tradurre in campo la nostra rabbia, non è ammissibile andare avanti così».
Il mercato. «Bisogna allargare le rotazioni, adesso manca l’energia che potrebbe arrivare da qualche giovane di qualità che ora gioca poco in Serie A o A2. A Morea ho chiesto se c’è la possibilità di dare una gratificazione ai nostri giovani, che devono mettere quell’energia che adesso manca. Non posso vedere giocatori che saltano addosso ai nostri dopo 5’ di gara».
Lorenzo Montanari
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