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La malinconia del fusillo Speriamo non stracotto

L. a malinconia del fusillo solitario, ovvero l’arte di cuocere al punto giusto. Sabato sera, ingresso del Pala Hilton Pharma, pochi minuti dopo la fine del match con Treviso. Decine e decine di...

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L. a malinconia del fusillo solitario, ovvero l’arte di cuocere al punto giusto. Sabato sera, ingresso del Pala Hilton Pharma, pochi minuti dopo la fine del match con Treviso. Decine e decine di pacchi di pasta Bondi giacciono in un angolo. Sono quelli che il pubblico non ha ritirato, dopo la bella iniziativa dello sponsor della distribuzione a chi è andato alla partita. La scena mette un po’ di tristezza e viene immediatamente da pensare alla squadra che in sostanza mai ha dato l’impressione di poter insidiare l’avversario. Un collettivo mal assortito in estate, i cui difetti si stanno spalancando come voragini. Si sospettava sarebbe stata una stagione dura dopo l’incomprensibile ribaltone estivo, eppure così no. Non in queste dimensioni. C’è un fattore che può cancellare quell’impressione, in via di progressiva trasformazione in terribile realtà dopo quattro giornate, di un gruppo senza freschezza atletica, persino privo di voglia di sbattersi e fame di vittoria. Questo fattore si chiama orgoglio. Orgoglio e volontà di dimostrare che, pure se si ha un’età non propriamente imberbe, non si è ancora giocatori finiti, bolliti, “stracotti” come quel fusillo che all’eccesso di calore risponde afflosciandosi al contatto con la forchetta. Al momento gli ingredienti sono questi, non si scappa. Allo chef Morea il compito di servire qualcosa di più commestibile. Anche perché il “mercato”, questa divinità avvicinabile solo da esperti e faccendieri, non regala miracoli.

La gara casalinga di domenica contro Treviglio è all’improvviso un tornante di una certa qual importanza, soprattutto se rapportata alla successiva trasferta, difficilissima per non dire altro, di Verona. Ferrara è nello spicchio di classifica più attardato: brutta visione, ancorché purtroppo giustificata da ciò che si è assaporato finora. I tortellini Bondi sono davvero buoni (li abbiamo provati, con soddisfazione per il palato), mentre sui cestisti in canottiera e mutande la mano ci si sta velocemente bruciando sul fuoco. Il timer, a scanso di equivoci, è già inserito.

Fabio Terminali

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