«Una serata di boxe da non perdere»
Pugilato. Romano Becchetti da sempre all’angolo dei ring Presenta i match di sabato al Pala Hilton Pharma
FERRARA. La boxe l’ha sempre vista da vicino, con gli occhi e il cuore. Romano Becchetti, zio “giovane” di Massimiliano e Alessandro Duran, è sempre stato al loro angolo e non solo.
Romano, proviamo a dare i numeri: quanto angolo ha fatto sui ring di mezzo mondo?
«Con Momo e Sandro sin da quand’erano dilettanti. Limitandoci ai match con titoli in palio, ho fatto quello di Massimiliano e i 17 di Alessandro, 4 con Gelli, 1 con Pompè; poi ci sono gli europei, 8 fra Momo e Sandro, infine i mondiali: 4 con Momo e 7 Sandro».
Un po’ di boxe ne ha vista...
«Mi ci sono trovato in mezzo mio malgrado e per ovvie ragioni, poi è uno sport che ti prende così tanto.... Con la chiusura della carriera di Alessandro nel 2002 pensavo finisse lì, invece con Bruzzese e Caccia ci sono finito dentro un’altra vola e ancora ci rimango, con i giovani Musacchi e Iuculano, che spero mi portino a seguire dei titoli».
Parliamo della riunione di sabato prossimo a Ferrara, iniziando dal titolo italiano dei welter: Alessandro Caccia, il detentore, lo vede ogni giorno...
«Sì e si è preparato molto bene: è reattivo, a posto. Per lui questa è un’ulteriore tappa importante, la prima difesa dell’italiano e in più torna a combattere nella sua città: avrà più pressioni, tanta gente che l’ultima volta lo ha visto in tv e per i famosi soli 100 secondi, lo vedrà dal vivo».
Consigli?
«Gli ho detto di non strafare: certo, ha una potenza fuori dal comune, ma non deve cercare il ko. Abbiamo fatto tanti cambi di ritmo, è pronto per fare le 10 riprese. Il suo disinteresse per l’avversario? Mah, comunque Massimiliano studia i filmati, anche se non sono sempre affidabili: se ti focalizzi su quelli e lui si presenta con una tattica completamente diversa? È anche giusto impostare il match quando sei lì sul ring, vedere come si muove. L’importante è farsi trovare pronti e Alessandro lo è».
Il clou vedrà Marcello Matano difendere il titolo intercontinentale Ibf dei superwelter dall’assalto di Kpallert.
«Ha questo avversario tedesco, che dev’essere più pericoloso e insidioso degli ultimi due, con tante vittorie per ko, ma bisogna vedere con chi... Certo, la spia bisogna accenderla e fare attenzione. L’ultima volta Marcello ha cercato sin troppo il ko, anche il suo maestro, appena finito il match, ha ammesso che andava troppo di forza. Deve cambiare tattica con Klappert, ma lo sa benissimo: più movimento del tronco, accorciare le distanze, attaccando con giudizio, passando sotto i colpi di sbarramento. È chiaro che sarà il tedesco a dover attaccare e pare che picchi abbastanza forte, Marcello non deve disunirsi».
Prima di loro, tanti giovani promettenti e debuttanti nel professionismo.
«Turchi è venuto a fare guanti con Bruzzese, è un “toro”, mano pesante, titolare della maglia azzurra fino all’altro ieri. È mancino, sicuramente piacerà al pubblico, con lui il ko è nell’aria: è un peso massimo leggero, ma stare in quel limite dei 91 chili... Poi c’è il nostro Bentivogli, che è una creatura di Momo, un mediomassimo molto alto a cui Massimiliano è riuscito a dare un’impostazione da pugile: era un “rissaiolo”, adesso fa la boxe e non gli manca il temperamento».
C’è il derby Zagatti-Cristofori.
«Cristofori ha combattuto tante volte da dilettante a Ferrara, ha un pugilato un po’ strano, gira molto per il ring, anche a braccia basse, è un istintivo. Zagatti è meno talentuoso, più costruito: sono molto diversi, chissà che match verrà fuori».
E c’è Tiganas.
«Ha battuto Mattia Musacchi nell’ultima riunione, è un piccolo torello con la mano pesante, votato all’attacco: sarà una battaglia».
E Dee Jay tv...
«Che trasmetterà il clou in differita, quindi non ci sono scuse: bisogna venirli a vedere dal vivo, che poi è tutta un’altra cosa, l’atmosfera del titolo è qualcosa di magico».
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