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Momo Duran e i suoi ragazzi nell’arena

di Sergio Armanino
Momo Duran e i suoi ragazzi nell’arena

Prima i neo pro Zagatti e Bentivogli Poi la difesa del campione italiano Caccia

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FERRARA. Chiudiamo il cerchio con il maestro. E un altro Duran, il maggiore dei fratelli, Massimiliano “Momo”. Che, per primo, ha intrapreso la carriera d’insegnante della noble art, costretto com’è stato ad abbandonare la boxe praticata proprio alla vigilia del suo 31esimo compleanno. Da allora sono trascorsi 21 anni, ma dalla palestra e da quel quadrato, l’ex campione italiano, europeo e mondiale dei massimi leggeri, non si è mai allontanato. E sabato sera al Pala Hilton Pharma ci saranno tre suoi allievi a dare battaglia.

Duran, iniziamo dal superwelter Zagatti.

«Sono convinto che stavolta faccia un gran bel combattimento. Parte nettamente sfavorito, Cristofori è uno che si muove tanto, ma Emanuele gli renderà la vita complicata. Lui è un coraggioso, è aumentato di potenza e ci metterà l’anima. Anche Cristofori dovrà dimostrare di essere un pugile, cambia molto da dilettanti a professionisti, e Nicola deve dimostrare del coraggio, deve anche picchiare».

Cambia molto in che senso?

«Cambia l’impostazione mentale. Da dilettante, su 3 riprese, se ne perdi una è quasi finita. Ci sono tante componenti in più, cambia l’attrezzatura, combattere a torso nudo è diverso, i guanti non hanno l’anti shock. E bisogna stare molto attenti a non prendere colpi, se si vuole fare una carriera lunga. Poi, ti giochi tutto in una sera: non fai il prossimo torneo, ma ti giochi tanto in un solo incontro».

Sabato sera, cosa ci sarà in palio per questi ragazzi?

«Zagatti era iscritto al campionato italiano, ma ha avuto un’offerta di lavoro a Rimini e per un periodo che non si sa quanto lungo, quindi il campionato se ne va. Ma è un derby e vuole fare bella figura. Bentivogli, invece, ha questo match e il prossimo già fissato per il 14 novembre, che sarà molto complicato, a Milano: è stato sorteggiato. Deve vincere assolutamente a Ferrara, poi dipenderà da come andrà a Milano, dal suo punteggio e da quello degli altri mediomassimi Neo Pro. I quattro che si trovano in cima alla classifica fanno semifinali e finali per il titolo italiano».

Come vede Bentivogli?

«È al debutto, ha grossi mezzi e grandi qualità, ma bisogna lavorare moltissimo sulla testa, anche se è già maturato: ora ha una famiglia e a 23 anni è molto più uomo. Se focalizza gli obiettivi, può fare molto bene: su di lui ho investito e ci credo. Ha una storia molto particolare, profonda, ha avuto problemi e questo sport può dargli il riscatto».

Saliamo di livello e arriviamo alla difesa del titolo italiano dei welter con il suo Alessandro Caccia.

«Sandro è uno dei più buoni ragazzi che ci sono in giro, ma non sa curare la sua immagine! Sembra uno sbruffone, ma non lo è per niente. Fare il fotomodello ci sta, non è quello il problema. La verità è che è uno dei prospetti italiani più interessanti. È stato snobbato dalla Nazionale dopo un paio di ritiri, per lui questo titolo è stato un riscatto importante, specie dopo la sconfitta che ha avuto. Abbiamo parlato chiaramente, adesso è sempre concentrato. Questo match lo abbiamo preparato molto bene: se riuscirà a vincere e in una certa maniera, gli si apriranno porte importanti. È uno dei pugili italiani che possono aspirare a vincere titoli internazionali di un certo peso. Tra l’altro, ho saputo che Esposito sarà accompagnato dai suoi tifosi...».

Anche Caccia?

«A Milano hanno iniziato a seguirlo, li ha conquistati e verranno anche da là: adesso Alessandro deve conquistare il pubblico della sua città».

Com’è il suo avvesario?

«Un ragazzo coraggioso, da dilettante è stato di ottimo livello, da professionista sta dimostrando di essere un buon pugile, ma ha avuto due debacle e con Alessandro in questa condizione credo avrà problemi più che grandi. È leggermente più alto di Caccia, ma poca cosa».

E arriviamo a Matano e al suo titolo intercontinentale Ibf dei superwelter.

«Sono sinceramente un po’ preoccupato. So che Marcello è preparatissimo, è cresciuto tecnicamente, mentalmente è stato sempre molto forte. Ma ho visto 30 secondi di filmato del suo avversario ed è il peggio che gli potesse capitare: fa male e sa boxare, da quello che ho visto è il più pericoloso di quelli che ha incontrato finora. Speriamo che gli vada tutto bene: avrà un tifo super, speriamo che anche questo lo aiuti, ma l’incontro si presenta molto duro».

Due grandi assenti fra i suoi allievi, Iuculano e Musacchi, spettatori perché infortunati.

«Marco ha appena comprato il biglietto di bordi ring! Dispiace, perché ci stanno mettendo l’anima, Marco era quasi qualificato per le semifinali e Mattia se la sarebbe giocata qui a Ferrara. Erano preparati molto bene, stanno crescendo anche loro, purtroppo è andata così: Iuculano si è fatto male a un occhio e dovrà stare fermo un mese, Mattia ha rotto crociato e menisco e ne ha per sei mesi, minimo».

Torniamo alla riunione, che sarà aperta da Tiganas.

«È un pugile pericoloso, forte fisicamente e con la mano pesante, da prendere con le molle».

Ouerghi?

«Buon pugile, anche lui forte fisicamente, difetta un po’ in difesa, ma dà spettacolo».

Turchi?

«È uno dei neo pro che può dare grandi soddisfazioni all’Italia. La sua carriera sarà nei pesi massimi, non può farcela a stare nel peso inferiore per la struttura che ha».

Obbadi?

«È un ragazzino molto interessante, bravo tecnicamente e ha il pugno che si fa sentire: è in una categoria piccola, può fare strada. Nel complesso, è una gran riunione».

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