Spal, i corsi e ricorsi di Macerata
Quando hanno vinto all’Helvia Recina i biancazzurri sono stati promossi: è successo nel ’73 e nel ’98
FERRARA. Stagione 1997/98. Anno di grazia biancazzurro. L’ultimo campionato vinto risale a quell’annata. Era la Spal di Gianni De Biasi. Tra le avversarie, la Maceratese.
Domani la squadra marchigiana torna sulla strada della Spal. Dal 7 settembre 1997 a domani, appunto. Sono trascorsi diciotto anni. Quel giorno, ormai lontano, i biancazzurri si imposero 1-0. Gol di bomber Cancellato, al 75’. Successo non semplice, ambiente infuocato, coppia centrale marchigiana composta da due picchiatori quali Tomei (futuro spallino) e Colantuono (attuale allenatore dell’Udinese). Vittoria pesantissima. Da notare che la Spal passò a Macerata (3-0, un autogol e doppietta di Pezzato) anche nel 72/73 (esattamente il 14 gennaio 1973), altra stagione coronata dalla promozione (in serie B). Il successo del 1971 non lo prendiamo in considerazione perchè ottenuto sul campo neutro di Falconara. Insomma, per chi crede nei corsi e ricorsi storici c’è ampio materiale per incrociare le dita, sperare in vista di domani e poi di... maggio. E non c’è dubbio che per la Spal questo dell’Helvia Recina sarà il test più duro e probante tra quelli sostenuti finora. La Maceratese è formalmente una neo-promossa ma vanta giocatori quali Faisca, Fissore (ex coppia centrale del Vicenza in serie B), D’Anna (tanta serie B con Piacenza, Pisa ed Arezzo, un assaggio di A col Chievo), Carotti (ex leader del Pavia, in passato cercato anche dalla Spal), Ganci (tornato a giocare dopo la squalifica per il calcioscommesse, nei suoi anni migliori era attaccante di categoria superiore), l’ex spallino Fioretti e l’altra punta Kouko. Quest’ultimo è un ivoriano classe 1989, si è fatto tanta gavetta sui campi dilettantistici della Toscana poi è approdato a Macerata dove è esploso l’anno scorso in serie D. In questo torneo ha già segnato 4 gol ed è finito sul taccuino del Pescara che a gennaio vorrebbe portarlo in biancazzurro, in serie B.
Insomma, la Spal affronterà una rivale attrezzata, non la classica matricola che si dimena per non retrocedere. Mister Bucchi attua un 4-4-2 che si tramuta spesso e volentieri in 4-2-4 in fase offensiva. La Spal, al di là dei suoi valori, delle sue qualità, della sua organizzazione, opporrà l’abituale 5-3-2 che in teoria le garantisce superiorità numerica sia in fase difensiva che di proposizione, col sistema che muta in 3-5-2. Sarà un confronto tattico, ma anche di solidità caratteriale, di mentalità. Il fatto di non avere il sostegno dei propri tifosi ma di giocare in uno stadio interamente votato all’altra causa, rappresenterà un esame di passaggio in più per i biancazzurri. Che cercheranno ovviamente il risultato positivo ma che non dovranno sentire troppa pressione adosso. Perchè non è il caso, perchè non è il momento, perchè comunque vada la situazione sarà favorevolissima (+6 sulla Maceratese), favorevole (l’identico +3 attuale) o comunque di primo posto (condiviso con i marchigiani, nel peggiore dei casi).
La partita dell’altra sera in Coppa a Mantova non va considerata alla stregua di un banale ed inutile impegno... supplementare (in tutti i sensi). Ha giocato una formazione alternativa, composta soprattutto da chi (con qualche eccezione) in campionato ha trovato meno spazio, ma la gara ha detto che la Spal ha precisa struttura, fisionomia, identità, a prescindere dagli interpreti. E, soprattutto, l’altra sera non è stato sprecato un pallone, la Spal ha sempre giocato a calcio. Significa che tutti sono coinvolti, che tutti sono all’altezza e che la squadra va a memoria, sulla scorta di una precisa filosofia.
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