Caccia, la testa dura
Boxe. Il ferrarese rimane campione tricolore. Esposito fermato per un taglio dopo due minuti e otto secondi
FERRARA. Finisce sin troppo presto, per una decisione quanto meno opinabile del medico della riunione, la prima difesa del titolo italiano dei welter. Pari tecnico, è il verdetto dopo appena due minuti e 8 secondi, con Alessandro Caccia che conserva la cintura tricolore. Accade che il campione e lo sfidante, Michele Esposito da Varese, con nutrito e rumoroso tifo al seguito, si danno una zuccata: sulla testa rasata del lombardo si apre una ferita, l’arbitro interrompe e fa intervenire il medico, che dà lo stop. Una ferita sopra la fronte, nel bel mezzo della testa, che non si comprende quale pericolo poteva causare al pugile.
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«Testata involontaria» ha subito sentenziato l’arbitro e, non essendo state superate le prime tre riprese, ecco arrivare il “pari tecnico” (oltre, si sarebbero andati a leggere i cartellini dei giudici). «È un peccato - commenta subito Caccia - purtroppo c’è stato questo inconveniente. Lui è venuto avanti, io gli stavo andando sotto e ci siamo dati una capocciata: io non ho sentito niente».
«Due mesi di lavoro, si sarebbe potuto vedere un bell’incontro. Comunque - precisa Momo Duran, allenatore del campione - due montanti glieli aveva già assestati: non sarebbe andato oltre la terza, massimo la quarta ripresa. Il futuro? Non cambia niente. Dispiace non aver potuto mostrare a Ferrara i progressi fatti da Alessandro. Sono perplesso per la decisione del medico, è un taglio alto...».
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