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Spal, Fioretti e non opere di bene

dall’inviato Paolo Negri
Spal, Fioretti e non opere di bene

Lega Pro. A Macerata il gol dell’ex costa il primo ko. Biancazzurri agganciati in vetta

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MACERATA. La Spal perde l’imbattibilità dopo i 13 risultati utili consecutivi della scorsa stagione e gli 8 di fila del campionato in corso. La prova del 9 viene mancata e il big match va alla Maceratese, che così aggancia i biancazzurri al primo posto. Decide la rete dell’ex Fioretti, un classico. In assoluto, nessun dramma. Resta l’amarezza per un ko maturato dopo un primo tempo interpretato bene e una ripresa che, per contro, risulta assai complicata dopo il gol colpevolmente concesso ai locali e una reazione senza i crismi della pericolosità.

Spal in campo con la formazione annunciata: Ceccaroni confermato in difesa, rientro di Cellini in attacco al posto dell’acciaccato Finotto. Maceratese a sua volta con lo schieramento previsto. Se si temeva la carica dell’ambiente e la spinta della Maceratese, la Spal ha subito rassicurato tutti: ottimo piglio, atteggiamento giusto, possesso palla, baricentro avanzato, iniziativa pressoché costante. Il problema è che per giocare a calcio, possibilmente un calcio palla a terra, servirebbero anche altri ingredienti. Assenti. Le condizioni del terreno (spelacchiato, gibboso, con avvallamenti e buche) e l’atteggiamento della Maceratese rappresentano due chiavi di lettura della gara. Biancorossi rinunciatari, per nulla propensi a manovrare, bensì ad aspettare la Spal, con tutti gli uomini dietro la linea della palla. I biancazzurri, così, non trovano spazi, nè geometrie. La Spal spesso si affida ai lanci lunghi dalle retrovie, ed è penalizzata. L’interpretazione della partita è però giusta, autoritaria, di personalità.

Al 16' Cellini in area, davanti a Faisca, viene chiaramente spinto dal centrale maceratese, ma l’arbitro lascia proseguire. Al 34’ nuovo episodio sospetto nei sedici metri locali: corner per la Spal, Gasparetto è in anticipo, ma è a sua volta affossato; anche in questo caso il direttore di gara non interviene. La squadra di Semplici si rende potenzialmente pericolosa al 42’, quando Lazzari s’invola, converge, ma poi, anziché servire Zigoni, tira di sinistro dal limite: impreciso. La Maceratese non inquieta mai la Spal, che può dolersi solo per un paio di disimpegni errati, se non al 43’, quando Kouko scatta a destra, giunge sul fondo e crossa per il colpo di testa in tuffo di Buonaiuto: palla fuori non di molto. Al 45’ superbo lavoro di De Vitis e lancio millimetrico per Cellini, che in area tenta l’appoggio a Zigoni, anticipato di giustezza. In definitiva, una Spal apprezzabile, quantomeno nel modo di porsi e nelle intenzioni.

Nella ripresa Spal subito propositiva e ficcante con una bella iniziativa a destra di De Vitis, che poi mette dentro per Zigoni, la palla giunge a Di Quinzio contrastato al momento della conclusione. Al 7’ il patatrac. I biancazzurri sprecano un’ottima opportunità, con Castagnetti che, nello spazio, sbaglia il comodo lancio mettendo il pallone a metà strada tra Di Quinzio e Mora; Imparato intercetta e appoggia veloce per D’Anna che punta e crossa a vantaggio della girata vincente di Fioretti: 1-0. Gol dell’ex, non c’erano dubbi. Scenario ora tutto favorevole ai padroni di casa, che in contropiede possono andare a nozze. Mister Semplici cambia assetto, inserendo Finotto per Di Quinzio e giocando quindi col tridente Cellini-Zigoni-Finotto. Il rischio è quello di esporsi ancor più alle cosiddette ripartenze, ma che fare? Altro cambio: Beghetto al posto di Castagnetti, quindi De Vitis regista nel 3-4-3. Maceratese vicinissima al raddoppio al 21’: punizione da destra di Foglia, gran colpo di testa di Fioretti e miracolo in angolo di Branduani. Spal a un passo dal pareggio poco dopo, quando la punizione di sinistro, a girare, di Beghetto fa il solletico al palo.

Al 35’ dentro anche Ferri per Gasparetto, Spal sbilanciatissima in avanti, col 4-2-4. Ma è tutto inutile, non ci sono spazi o non vengono trovati, i biancazzurri non sono mai pericolosi al contrario dei locali due o tre volte vicini al 2-0. Così si concretizza la prima sconfitta.

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