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La Bondi rispolvera i bei vecchi tempi

di Marco Nagliati
La Bondi rispolvera i bei vecchi tempi

La squadra mette energia, i tifosi incitano: Treviglio battuto

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FERRARA. “Ataca”, esorta Skin i ragazzi che salgono sul palco di X Factor. E attacca anche la Bondi. Eccome se lo fa. Arriva a 99 contro Treviglio e disinnesca una crisona latente. Dopo tre sconfitte consecutive, la clausura di una settimana di allenamenti “cattivi” e il cambio di capitano, la pattuglia ferrarese ha affrontato i fucili spianati. Ne è uscita col sorriso, pur ovviamente mantenendo inalterate alcune caratteristiche negative. Del resto, non si può chiedere a questi giocatori quello che non sono: mastini. Però, ieri, qualcosa di meglio s’è visto. Anche in retroguardia. Soprattutto, la Bondi ha messo maggiore velocità di gioco, esecuzione, aggressività. Da lì, una migliore rapidità di pensiero. Insomma, i biancazzurri hanno aggredito la partita. Al cospetto di un team spigoloso. Treviglio è la “vera” squadra di categoria: non molla mai. Mai. Mai. Due chiocce (Marino e Rossi), tanta sfrontatezza nei giovani. Ma se caratterialmente la Remer era un’avversaria pericolosa, tecnicamente ha aiutato Ferrara: leggera sotto (gli estensi hanno dominato a rimbalzo) e disposta ad un basket da playground che può mascherare le lacune tattiche del gruppo di Morea.

Ne è uscita una gara rapida, frizzante. Che la Bondi ha azzannato subito. La partenza discreta è stata una prima chiave per imporsi. E se c’è fisicità, Rush è della compagnia. Come un diesel, Erik ha carburato diventando vitamina indispensabile. Henderson, se non è lasciato allo scoperto, in area è una presenza. E ieri, Bucci è stato chirurgico e letale con triple frontali in uscita dal blocco. Brkic ha finalmente ricevuto spalle a canestro. Per 20’, Ferrara è rimasta in piedi grazie alle alte percentuali da tre (88%) e il dominio dei cieli. Treviglio ha avuto molto dall’infortunato Marino (non doveva giocare, sussurravano dalla Lombardia), meno da Rossi. Tra Marino e Losi, per un bel po’, è stato show tra entrate e triple. Poi, Morea, sul talentuoso esterno ha messo Ibarra e infine Rush. Comunque, per due quarti, Treviglio ha attaccato il ferro con durezza: uno contro uno e dritta. E forte. Ferrara si appoggia su Brkic, regge. Al 10’ siamo sul 28-25, all’intervallo 56-54. Problema: appena Ferrara perde il filo in attacco, busca contropiede devastanti (spesso pure con fallo commesso). Rende la vita facile a Treviglio. E con la difesa schierata, Marino squassa i biancazzurri con entrate e scarichi. Per fortuna, da fuori, la Bondi ci prende. Bucci è una sentenza, Rush piano piano assume l’iniziativa. La Bondi tocca il “+7”, la Remer ogni volta rialza la testa con i giovani (Chillo, Sorokas, Tambone). Al 30’ estensi avanti 77-70. Perché, meno male, mette in scena qualche sana e buona difesa; cattura il rimbalzo e pure lei segna in contropiede: schiaccia Rush, da tre Losi. Ed è magia. Il palace si infiamma, si alza. Esulta. Applaude. Incita. Possiamo dire come ai bei “vecchi” tempi? Se la squadra c’è, la gente risponde. Poche storie.

Rossi ha problemi di falli, la Bondi spinge il gioco sotto. L’ennesimo siluro frontale di Bucci e un’altra ficcante penetrazione di Ibarra confezionano il “+10” al 35’. Treviglio va dai suoi mammasantissima: Marino 4 punti, Rossi pure. Ancora Bucci: al 37’ è 92-82. È il momento di tenere, col pubblico a soffrire coi ragazzi: stringiamo i denti insieme. Losi perde due palloni sciagurati. Ma la palla va a Brkic, marcato da un piccolo. Torna la lucidità. Vabbè il tiro a segno, ma talvolta ragionare è sinonimo di vittoria.

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