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Spal, la corsa ricomincia adesso

di Paolo Negri
Spal, la corsa ricomincia adesso

Calcio Lega Pro. Il primo stop dopo 21 risultati di seguito non cambia giudizi e obiettivi

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FERRARA. Dal dizionario della lingua italiana:

versatile: mutevole, instabile, incostante; che può volgersi, girare in ogni direzione

volubile: che cambia con facilità, instabile, incostante, mutevole

Ecco, il popolo è così. Anche con la Spal: fino all’altro giorno era già in B; a Macerata «ha fatto schifo».

Bene. La Spal non era già, e non è, in B. Ed a Macerata non ha «fatto schifo». La Spal è una squadra che ha compiuto un percorso straordinario: 21 risultati utili consecutivi tra la scorsa stagione e quella in corso (senza considerare amichevoli estive e gare di Coppa, tutte vinte). Un indice di affermazioni altissimo: 15 in 23 partite, considerando il lasso dall’ultima sconfitta passata (a Lucca, il giorno di San Valentino) a quella (sabato a Macerata) che ha interrotto la striscia positiva. Pretendere di più era impossibile. Ed il ko in casa della Maceratese non deve e non può cambiare i giudizi, né gli obiettivi. È vero che la frenata è giunta in coincidenza con il primo scontro al vertice della stagione, ma non si tratta di una sconfitta che crea disordine. Era fisiologico che prima o poi dovesse accadere. E, soprattutto, la Spal non esce ridimensionata da Macerata.

La prova non è stata brillante, scintillante. E’ mancata efficacia. La squadra non ha impegnato il portiere marchigiano. Però l’interpretazione è stata giusta, l’approccio corretto, la mentalità apprezzabile. La Spal ha cercato di giocare e non è mai stata in affanno. Branduani ha brillato, ma guai farsi ingannare: la Maceratese nel primo tempo è giunta alla conclusione (fuori) una sola volta; e le sue occasioni finali sono giunte appunto agli spiccioli, o quasi, della gara, quando il contesto tattico si era girato tutto a favore dei biancorossi, quando la Spal ha tentato il tutto per tutto prima con tre e poi con quattro punte, sbilanciandosi (ma nemmeno in maniera clamorosa) e lasciando più spazi ai padroni di casa. Che lì ci sguazzano. La Spal ha provato a giocare, la Maceratese no. Non intendiamo sminuire i meriti dei marchigiani, non c’è una ricetta unica per interpretare il football, ognuno adotta i mezzi che ritiene più idonei. E’ però inconfutabile che i biancorossi hanno costantemente difeso, col pallino in mano alla Spal. Il gol (bello) di Fioretti è giunto contro il corso del gioco, in un momento in cui i biancazzurri stavano accentuando il loro grado di pericolosità, e sfruttando un pallone perso malamente dalla Spal, passata in pochi secondi da un’azione potenzialmente da gol alla rete al passivo che ha deciso l’incontro.

Se si può muovere un rimprovero ai biancazzurri è quello di aver mosso troppo lentamente la palla e di essere risultata imprecisa nell’ultimo passaggio. In tal modo è stato ancor più difficile trovare varchi contro una squadra che anche in casa difende con tutti gli uomini dietro la linea della palla. Il gol subìto non nasce da un’iniziativa maceratese o da uno sbilanciamento gratuito, ma proprio da un pallone con cui Castagnetti poteva mettere in area Di Quinzio o Mora e che invece si fa intercettare, con la squadra che sta salendo ed il lato sinistro inevitabilmente scoperto perchè proprio mezz’ala e terzino sinistro erano in proiezione per ricevere. Di conseguenza, sull’intercetto locale, la difesa centrale si è tutta dovuta spostare ed ha lasciato prima la possibilità del cross poi quello della battuta di Fioretti.

Detto ciò, l’analisi post gara di mister Semplici è stata obiettiva, lucida, corretta, condivisibile. La Spal non ha giocato male, anche e soprattutto fino al gol. Il risultato finale, la sconfitta, non devono indurre ad essere versatili e volubili. Guai avere la memoria corta. E’ arrivato il primo ko, la striscia positiva si è interrotta. E allora? Si ricomincia. Con gli stessi presupposti.

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