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Bondi, ok il passo avanti Ma è vietato rilassarsi

di Marco Nagliati
Bondi, ok il passo avanti Ma è vietato rilassarsi

Basket A2. Contro la Remer evidenti i progressi sotto il profilo agonistico Restano però le lacune difensive. Intanto arriva in prova l’ala Della Torre

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FERRARA. Non si pensi che, battendo Treviglio, adesso sulla Bondi splenda il sole di mezzanotte. Mica per voler essere ipercritici, semmai per evitare che qualche ulteriore ricaduta finisca per essere enfatizzata. La vittoria di domenica, la prima in casa (la seconda stagionale in assoluto, giunta dopo tre sconfitte consecutive), è stata fondamentale per testare le qualità caratteriali del gruppo. Ma non è che, allenandosi due volte al giorno scompaiono le lacune strutturali. Mettendoci impegno e giocando con energia (come accaduto contro la Remer) qualcosa si può mascherare, però le falle restano. La prima: squadra corta, troppo. E dai giovani attualmente in organico, si fatica a pensare di poter avere minuti importanti. Chiaro che coach Morea dovrà avere ancora più coraggio e concedere a qualche baby un po’ di più del minuto sul parquet, però la sostanza è che dalla panchina - per ora - salgono solo in due che possono tenere il campo: Losi e Lestini. Secondo problema, il solito: la difesa. Contro Treviglio, la Bondi ha lavorato meglio di squadra, chiudendo bene l’area (al cospetto di un team comunque leggerino) e in generale muovendosi a sprazzi con accettabile sincronia. Ma negli “uno contro uno”, i biancazzurri sono quasi sempre battuti.

Diciamo che, almeno, il gruppo ci ha provato e segnali ne ha mandati. Dopo una settimana improntata sulla ruvidezza (bravo il neo ds Pasi ad entrare subito distribuendo medicine toste), sarebbe stato tragico se la Bondi fosse stata cartavelina. Invece s’è vista una gara in cui anche gli estensi hanno messo fisicità. Aggredito il canestro, cercando la profondità e non solo una fragile manovra perimetrale. Se con Treviglio si è compiuto un passo avanti, benone. Non è, però, un punto di approdo. Che c’è tanto da fare e i giocatori non devono perdere la vis agonistica appena mostrata, considerato che la nottata non è mica passata. Starà a coach Morea ed al ds Pasi non fare abbassare la guardia. Perché, va detto, non sempre si riusciranno ad avere percentuali al tiro così alte come accaduto l’altro giorno. E allora, gira e rigira, siamo sempre lì: sovente è la retroguardia l’innesco per togliere fiducia agli avversari e potersi lanciare in transizione trovando qualche cesto facile

Intanto, la Pallacanestro Ferrara tiene costantemente monitorato il mercato. L’unico movimento permesso entro gennaio non autorizza, né consiglia, chissà quali operazioni. Pasi: «Diamo un’occhiata a tutto e a tutti». Ma non ci saranno stravolgimenti, il ché è anche logico. Al momento, la priorità è allungare il roster. Non cambiare. Pertanto, da oggi, è aggregato Francesco Della Torre, nato a Porretta Terme (Bo) il 16 gennaio del ’94. Si tratta di un’ala che dopo aver compiuto tutta la trafila con le giovanili della Fortitudo, ha indossato le casacche di Pistoia (Legadue), Omegna (Silver) e Isernia (B). Per ora è in prova, poi si vedrà.

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