«Tramec, serve umiltà Ripartiamo da noi»
Basket serie B. Coach Albanesi punta ancora il dito sull’atteggiamento «Ho visto un po’ troppa supponenza e tirare presto i remi in barca»
CENTO. Che capitombolo! La trasferta a Borgosesia della Tramec dura appena 20’. Cento prima ipoteca la vittoria (+22), poi la butta via nel peggiore dei modi. Dimentica il gioco di squadra, subisce impietosamente in difesa. Una di quelle trasferte destinate, in un modo o nell’altro, a lasciare il segno. O la squadra si sblocca una volta per tutte, diventando davvero quel gruppo destinato a lottare per il vertice, o ci sarà da rivedere qualcosina per puntellare l’organico. Perché così le cose non vanno. Quelle amnesie accusate fin qui nel corso della stessa partita stanno diventando una fastidiosa e pericolosa costante. Se in altre circostanze (Livorno e Faenza) il talento del singolo ha supplito a certe mancanze, domenica non è stato altrettanto. Neppure l’alibi del gruppo nuovo regge più, perché, dopo oltre due mesi di lavoro assieme, i meccanismi offensivi e una buona dose di quelli difensivi, devono essere oliati.
È arrivata un’inattesa sconfitta sul campo di una squadra mediocre. Perdere smettendo di giocare, non ci sta. Ma cos’è successo? A mente fredda, coach Albanesi, con voce ancora arrabbiata, dice la sua: «Abbiamo giocato un primo tempo molto buono, siamo scesi in campo con il piglio giusto, interpretando bene la partita. Il secondo tempo è stato pessimo. Non ci sono scuse. Abbiamo smesso di fare tutto quello che sappiamo fare. Non abbiamo praticamente difeso, ognuno in attacco ha provato a vincerla da solo, senza gioco di squadra. Mi dispiace dirlo, ma ci vuole applicazione. L’impressione è che ci sia un po’ troppa supponenza, dobbiamo tornare a essere umili. Domenica si sono tirati i remi in barca troppo presto».
Duro Albanesi su concetti che in settimana ribadirà ai suoi ragazzi; e c’è da scommettere che lo farà anche la società: «Si cambia registro. Si volta pagina, occorre cambiare atteggiamento, ci vuole umiltà. Il nostro secondo tempo domenica è stato imbarazzante. Abbiamo subito canestri in contropiede tre contro zero con appoggio da sotto, commesso errori macroscopici. Così non si va da nessuna parte. Temo che sia un problema mentale».
Sarà, ma l’impressione è che nell’organico manchi qualcosa. Manca un vero tiratore, mancano uomini in grado di cambiare la partita in corsa. La panchina è più corta rispetto a quella dello scorso campionato, quando anche l’ottavo uomo, Ikangi, era in grado di fare la differenza. La Tramec è attesa da una settimana calda e culminerà con la sfida alla corazzata Forlì: «Mi aspetto una settimana in cui si lavori seriamente - continua Albanesi - è arrivato il momento di tirare una riga. Non m’interessa con chi giocheremo sabato, Forlì, Lakers o qualsiasi altra squadra: pensiamo solo a noi stessi, a reagire e ad offrire una prestazione diversa».
Simone Gagliardi
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