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Spal, una pera alla Carrarese

di Paolo Negri
Spal, una pera alla Carrarese

Calcio Lega Pro. Ottima risposta dopo il ko di Macerata, meritato ritorno alla vittoria

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FERRARA. Il dubbio: la Spal come avrebbe risposto alla sconfitta di Macerata, la prima dopo 21 gare utili di seguito?

La risposta: alla grande.

Nel giorno in cui si celebra Futurpera, i biancazzurri giocano bene, fanno la partita, insistono all'attacco, piegano la Carrarese. Le rifilano... una pera. Chi di Fioretti perisce, di Castagnetti gioisce. Sette giorni fa un ex aveva punito, ieri ha esaltato. Vittoria logica, meritatissima a dispetto della sofferenza finale. Ottima risposta sotto il profilo mentale, caratteriale e dello sviluppo della manovra.

Spal (priva dello squalificato Mora e dell'infortunato Gentile) in campo con la formazione annunciata. Carrarese con Erpen trequartista alle spalle di Infantino e Gyasi. Buon avvio, propositivo, degli apuani, con la freccia ghanese assai ficcante nel martellare la profondità ed il fantasista argentino a dispensare tecnica. Poi, un po' alla volta, la Spal cresce. Passato un brivido (Infantino a lato da due passi, al 12', ma forse aveva trattenuto Cottafava), diventa progressivamente un dominio - o una netta supremazia - dei biancazzurri. Non una pressione costante, ma un controllo del gioco e folate offensive potenzialmente micidiali. Spal in totale controllo, anche perché il rombo di centrocampo degli ospiti non funziona al massimo a causa del mancato appoggio dei terzini, molto arretrati perché preoccupati di contenere gli arrembanti laterali di Semplici. Lazzari a destra stantuffa ma non trova (sempre) la misura del cross o (soprattutto) chi ne raccoglie quelli precisi, mentre dall'altra parte Beghetto merita l'appellativo di "banana", come il Kaltz di teutonica memoria: un Kaltz mancino che pennella traversoni meravigliosi, di grande pericolosità. Il guaio è che nessuno li sfrutta. La Spal mette dentro "mille" palloni ma non c'è una punta (solo una volta Cellini) che taglia sul primo palo, non c'è un centrocampista che si inserisce, o un elemento che è al punto giusto nel momento giusto. Detto ciò, al 21' Finotto appoggia dietro per Di Quinzio che dal vertice sinistro dell'area calcia “a girare” di destro: palo interno e palla in campo. Jella. Al 27' conclusione rasoterra, in diagonale, di Beghetto, con la sfera che esce di nulla. Al 33' sinistro di Di Quinzio, parato. Un attimo dopo Finotto per Cellini, atterrato al limite: punizione di Di Quinzio deviata in corner dalla barriera. Occasione colossale al 41': corner per la Carrarese, la Spal libera, Castagnetti per Cellini che lancia meravigliosamente Finotto, in contropiede; l'attaccante giunge a tu per tu con Lagomarsini in uscita ma gli tira debolmente addosso. Peccato. La Spal preme. Gioca bene, con buon piglio. Gara non facile, Carrarese (che non ha un giocatore scarso) che cerca anche di manovrare, ma i biancazzurri ci sono.

Nella ripresa Spal subito in pressione. Al 6', da angolo, Cottafava da due passi devia fuori. Carrarese in affanno, collezione biancazzurra di corner, mischie in area. Però bisogna segnare. Castagnetti ci prova dalla distanza ma non va. La Spal rifiata, i minuti passano, aleggia lo spettro dello 0-0. Dentro Bellemo per De Vitis. Al 25’ sull'ennesimo cross di Beghetto la Carrarese sfiora l'autogol. Il "Mazza" ruggisce. Dal corner, palla a Castagnetti e rasoiata di destro: gol dell'ex. La... pera era matura, ma è presto per cantare vittoria. Semplici inserisce Zigoni al posto di Cellini, un centravanti di peso per proteggere palla e tener su la squadra. Giani rileva Gasparetto, malconcio dopo uno scontro con Branduani. La Spal è stanca, si ritrae, perde qualche pallone. Sono minuti di sofferenza. Semplici arringa la folla, la invita all'incitamento, c'è da stringere i denti. Fino al sollievo. Al boato. La Spal torna alla vittoria. Con merito.

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