La Nuova Ferrara

Sport

Spal, non si placa la sete di vittoria

di Paolo Negri
Spal, non si placa la sete di vittoria

Grande prova per cancellare Macerata e riprendere la corsa

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Appagata? Non sia mai detto...

Segnata dal ko di Macerata? No davvero...

In difficoltà nel riprendere la sua corsa al vertice? Non se ne parla proprio.

La Spal ha risposto perentoriamente a tutti i dubbi, agli interrogativi, che più o meno sottovoce venivano sollevati qua e là. Il messaggio è stato mandato forte e chiaro: la sete di vittoria(e) dei biancazzurri non si è placata. Anzi. La voglia, la determinazione, la convinzione, la fiducia, la mentalità, il gioco, la capacità di imporsi sono sempre quelle. La sconfitta patita a Macerata, a chiudere una serie utile di 21 gare positive di seguito, è stata un episodio. È finita subito alla spalle. Superata nel migliore dei modi. Sabato al “Paolo Mazza”, contro la Carrarese, la Spal è tornata immediatamente al successo, e lo ha fatto nella maniera più convincente. Non inganni il risultato striminzito; non si creda alle lamentazioni del tecnico ospite Remondina, che parla di arbitraggio a sfavore; non ci si lasci fuorviare dalla sofferenza finale. Una sofferenza dettata più dal mancato possesso palla, con gli apuani a riversarsi nella metà campo biancazzurra, che da situazioni di pericolo che in realtà non ci sono state. La vittoria degli uomini di Semplici è parsa meritatissima, netta per come è giunta, attraverso la costante ricerca del gioco e del gol. Il palo di Di Quinzio, il diagonale di Beghetto, l’occasionissima di Finotto, l’assedio condotto per almeno venti minuti nella ripresa. La rete di Castagnetti è giunta più che matura ed ha sancito la superiorità dei biancazzurri. Superiorità, va detto, al cospetto di un avversario di valore. Perchè la Carrarese ha qualità e buoni giocatori, e non si rintana per volontà. A metterla alle corde sono state le folate della Spal, e la costante pressione biancazzurra che nel secondo tempo ha poi portato al gol decisivo. Il test è stato dei più probanti. La Spal si è confermata squadra di spessore, per carattere e manovra. Ha saputo aver pazienza, non ha derogato dalle proprie caratteristiche. Nel primo tempo ci sono state alcune sventagliate (imprecise) di Cottafava per sopperire allo scarso spazio lasciato in impostazione a Castagnetti, ma poi la Spal ha ripreso a giocare palla a terra. Il regista è cresciuto, ha anche mostrato intelligenza nell’azione del gol perchè non è andato ad intrupparsi nel mischione ma è stato quei due passi indietro che gli hanno consentito di trovarsi nella posizione ideale per la battuta vincente.

Insomma, una bella Spal. Migliorabile? Si può sempre migliorare. Si deve. La crescita passa attraverso una miglior gestione del pallone, una maggior precisione nel passaggio. Sull’1-0, negli ultimi 15/20 minuti, ci sono state circostanze in cui si sarebbe potuto mandare in area il compagno, o far respirare la squadra, o tenerla più “su”. Certo, il fattore stanchezza ha inciso. Ma in quelle circostanze si poteva fare un po’ di più. Così come nel primo tempo andavano sfruttati meglio i tanti palloni fatti spiovere in area carrarese. Per farlo non serviva necessariamente la presenza di una punta da sedici metri, era più questione di lettura e di tempi di gioco.

Dettagli. Ciò che conta erano contenuti e risultato. Che sono andati di pari passo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google