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Casa Trieste, un osso duro La Bondi prova a violarla

Casa Trieste, un osso duro La Bondi prova a violarla

Basket A2. Tra le mura amiche i giuliani finora hanno vinto giocando con energia Ferrara ha le armi per provarci. Rispetto all’ultimo playoff squadre rinnovate

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FERRARA. Era la fine dello scorso aprile quando la Pallacanestro Ferrara usciva dalla scena playoff perdendo “gara 3” a Trieste, ultimo atto di una stagione entusiasmante, vissuta intensamente e capace di regalare molte emozioni. Da quella sera ad oggi sembrano trascorsi anni luce. Innanzitutto si gioca in un nuovo campionato, non c’è più la divisione tra Gold e Silver e, di fatto, sia a Trieste che a Ferrara si è aperto un nuovo corso. Ecco perché questa sera (Pala Rubini, ore 18) le due squadre che scenderanno in campo hanno ben poco in comune rispetto a quelle che si sono affrontate nella primavera scorsa.

Se Ferrara ha totalmente rivoluzionato l’organico, anche Trieste ha cambiato parecchio. In panchina è rimasto un coach esperto come Eugenio Dalmasson, mentre in campo le conferme sono state le guardie Coronica e Prandin. Per il resto, i triestini hanno molte facce nuove in campo; a partire dall’ex di turno (assieme a Canavesi), il lungo Vincenzo Pipitone che sta viaggiando a 3 punti di media a partita in 15’ di impiego. I punti di forza sono altri, per Dalmasson: l’ala americana Parks, proveniente dal campionato Ncaa che segna 16 punti e quasi 7 rimbalzi a gara; il campione di Bulgaria Zahariev e l’italiano Andrea Pecile, arrivato a Trieste da Capo d’Orlando; e infine Landi, ex Mantova, oggi in forse per un problema fisico.

Trieste è un mix di veterani e giovani, e comunque ha raccolto fino ad ora tre vittorie in sei gare. Dopo aver perso di 29 punti contro Verona all’esordio, i triestini sono caduti a Mantova, dato un “trentello” a Imola (+34) e battuto Bologna. Nelle ultime tre gare hanno vinto solo con Matera, perdendo a Recanati e, nell’ultima, a Chieti. Insomma, squadra non fortissima in difesa, Trieste ha vinto solo in casa. Anche per questo la gara di oggi non sarà facile per la Bondi.

Senza dubbio la prova di giovedì contro Jesi ha dato una piccola iniezione di fiducia al gruppo di Morea. I ruoli in campo cominciano a definirsi, così come aumenta la conoscenza tra i vari elementi. Qualche piccolo passo in avanti in difesa s’è visto, al pari della fluidità nel gioco in attacco. Ovvio che con Jesi a fare la differenza è stata la precisione nel tiro da tre punti che, dopo Verona, non poteva far altro che migliorare.

«La partita di giovedì sera è stata l’esempio di come vogliamo giocare tutte le altre – ha commentato ieri Erik Rush -. L’abbiamo vinta perché l’abbiamo impostata sulla difesa, in attacco abbiamo avuto pazienza, facendo circolare la palla ed utilizzando il gioco interno all’area. Andiamo a Trieste con una carica di fiducia maggiore, convinti di fare bene e cercare continuità nel risultato».

Mauro Cavina

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