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Coperta corta Bondi Trieste senza pietà

Coperta corta Bondi Trieste senza pietà

I giuliani controllano, vanno sotto, poi spazzano via Ferrara

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TRIESTE. Su questo campo le partite sono sempre delle battaglie. Dure, avvincenti, spigolose. Lo sono state qualche mese fa per i playoff, e così è stato anche ieri, quando in palio c’erano solo – si fa per dire – due punti per la classifica. Del resto la difesa è il marchio di fabbrica di Trieste: aggressiva, asfissiante, che non lascia spazio a nessuno. E l’allegra banda di Dalmasson non si è smentita nemmeno questa volta. Togliendo spazio e rifornimenti ai tiratori di Ferrara, che avevano sempre incollato l’uomo addosso, tanto da non riuscire mai ad uscire dai blocchi e tirare. Cosa che, ora come ora, è l’unica buona soluzione offensiva di Ferrara oltre al pick-and-roll. E guarda caso, anche sotto canestro i giuliani sono riusciti a sporcare le azioni biancoblù.

Così, dopo il banchetto di giovedì scorso contro Jesi, Bucci ha fatto molta più fatica a fare canestro da tre punti, come Losi del resto. Ma certamente non è stato solo per questo che ieri sera la Bondi è incappata nella quarta sconfitta in sette gare, la terza in trasferta dopo Chieti e Verona. Trieste è stata più energica, capace di controllare la gara a lungo e, soprattutto, l’ha fatto nel momento in cui Ferrara era stata capace di mettere in piedi la rimonta che nessuno si attendeva. Ha controllato i rimbalzi in attacco dove Ferrara ha alzato bandiera bianca. Perché in area, da una parte s’è visto un volenteroso Rush, mentre Brkic è partito bene per sparire alla distanza. Ma in difesa sono stati sempre dolori: Henderson non pervenuto e Lestini, tra un tiro e l’altro, di muri ne ha alzati ben pochi.

E dire che Ferrara - dopo essere stata anche sotto di sedici punti (44-28) al 20’ - ha fatto una rimonta sorniona ma efficace. E’ stata la difesa a zona a dare coraggio alla truppa di Morea che lentamente ha ricucito uno strappo che sembrava doversi allargare a dismisura. Con Pecile che non ne sbagliava una e Parks che dava parecchio da fare alla difesa, la Bondi ha comunque cercato idee e concretezza. Anche dopo aver perso Ibarra per infortunio che, con una caviglia malconcia, ha lasciato il campo al 19’ per dirigersi all’ospedale. Con un uomo in meno, la Bondi ha provato a reagire nella ripresa e lentamente è tornata in partita, sfruttando anche i giri a vuoto in attacco di Trieste. E così: 54-46 con la tripla di Rush, “-3” su due liberi di Henderson; e dopo la mini sosta, ecco la rovesciata di Brkic, due liberi di Rush e i tre canestri dalla lunetta di Losi per il 66-67 del 32’.

Dopo, però, il black out. Trieste ci ha messo un po’ ad alzare di nuovo la voce, ma ci ha pensato Ferrara a lasciarle il palcoscenico. Difesa molle di Lestini su Canavesi, inefficace Brkic su un indiavolato Pipitone, palla persa di Henderson. Ed ecco la Bondi squagliarsi di nuovo. Mentre Zahariev va a segno, Pipitone sgomita sotto canestro e arrivano pure due antisportivi a Bucci e Rush. Nel frattempo Brkic perde un paio di palloni, Henderson è impalpabile. Tirando una riga, il parziale è pesantissimo: 17-0 in cinque minuti terribili. Partita segnata. Anzi, scappata di mano troppo presto. Anche perché Trieste, dopo qualche errore di troppo, è tornata a controllare l’area, buttarsi su ogni pallone e tenere alto ritmo. Troppo alto per una Bondi con la lingua fuori e dalle rotazioni ben più corte. Si torna a casa, con uomo in infermeria e senza i due punti. Domenica prossima arriva Recanati. Meglio riprendersi in fretta.

Mauro Cavina

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