La fucina degli stopper scopre l’allarme difesa
La Nazionale di Conte balla troppo dietro. Domani a Bologna nuova amichevole contro la Romania
ROMA. La parola alla difesa. Non per dare voce all’avvocato difensore dopo la sconfitta di Bruxelles ma perché è proprio quello il reparto che al momento dà meno garanzie. Sembra impossibile che un giacimento inesauribile di diamanti e dal quale sono state estratte gemme come Facchetti, Burgnich, Scirea, Baresi, Maldini, Cannavaro e Nesta sia in crisi di vocazione. In Italia infatti mancano sacerdoti e stopper e se per diffondere il verbo di Dio ci si affida a preti stranieri non si può certo imbottire la nazionale di oriundi visto che già là davanti c’è uno come Eder che è nato in Brasile. Resta il fatto che la squadra azzurra viene perforata con troppa facilità e soprattutto non appena gli avversari si affacciano alla finestra ecco che noi la spalanchiamo: è accaduto in Croazia, in Bulgaria e in Belgio. L’allarme è stato lanciato e gli stessi difensori azzurri hanno la consapevolezza di certi limiti.
Lo ribadisce anche Matteo Darmian, il talento di scuola Milan approdato quest’anno al Manchester United. «Ovviamente a noi difensori non fa piacere prendere reti – afferma l’ex granata – ma penso che i tre subiti in Belgio siano frutto di nostre disattenzioni e su questo aspetto dobbiamo migliorare. A livello internazionale i dettagli fanno la differenza, quindi in futuro dovremo essere bravi a tenere la giusta concentrazione per 90’». Il ct Antonio Conte ha a disposizione qualche mese per lavorare e magari pensare anche a un cambio di modulo visto che in mezzo al campo e in avanti non manca la materia prima. Però più che lo schema preoccupa l’asticella tecnica del reparto: bassa. Il blocco Juve balbetta in campionato e anche in azzurro non brilla. Buffon ha timbrato 153 volte il cartellino e porta in azzurro esperienza ma anche qualche acciacco dell’età. Bonucci e Chiellini ci mettono il mestiere ma con i top player fanno fatica, Barzagli ha troppe cicatrici di guerra, Ranocchia è sparito dal satellitare dell’Inter e Astori e Acerbi sono un po’ troppo... acerbi. Certo la meglio gioventù offre Rugani e Romagnoli ma per loro il capitolo Nazionale si aprirà dopo gli Europei. E allora il ct cercherà si smussare gli angoli dei modulo che sia 4-4-2, 4-2-4 o 3-5-2. «Di moduli ne abbiamo provati tanti – spiega Darmian – e quando veniamo chiamati in causa dobbiamo sempre dare il massimo. Essendo destro, è ovvio che preferisca giocare a destra, ma resto a disposizione». Domani a Bologna c’è il confronto con la Romania che non è la prima della classe come il Belgio ma nemmeno una ripetente. Ci saranno avvicendamenti come prevede la tacita convenzione tra Figc e squadre di club. Una certezza dovrebbe essere Pellè, il centravanti titolare conclamato della squadra di Conte. «Sono orgoglioso e ho fiducia, come tutti i miei compagni – dichiara il bomber – all'Europeo ci saranno tante squadre forti ma noi non siamo da meno. Il Belgio è una grande formazione ma è stata una gara decisa da episodi, come col Portogallo». (val.bec.)
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