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Matias, caviglia rotta Il play è travolto dall’ex Pipitone

Matias, caviglia rotta Il play è travolto dall’ex Pipitone

Su una palla contesa il contrasto che stende Ibarra Oggi operazione d’urgenza a Bologna. Serve il mercato

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TRIESTE. Minuto 19: la caviglia destra di Matias Ibarra fa crack. Frattura. Oggi a Bologna sarà operato d’urgenza: una vera tegola per la Bondi. E Trieste porta malissimo alla Pallacanestro Ferrara: l’anno scorso nei playoff si ruppe Benfatto, stavolta Ibarra. Tra l’altro, amarezza su amarezza, protagonista involontario è un ex estense: Pipitone. Su una palla vagante si buttano in due, Pipitone arriva tosto e col ginocchio centra la caviglia di Ibarra già in torsione. È l’attimo fatale. Ah, a fine gara gara esce zoppicante anche Bucci: caviglia sinistra. Aquesto punto ricorrere al mercato è indispensabile. Da Varese potrebbe uscire Ferrero, una guardia-ala.

In sala stampa Alberto Morea commenta solo il match perso contro Trieste dalla sua Bondi.«In avvio di gara saremmo dovuti essere più bravi a cercare di limitare l’energia di Trieste, l’unico modo per farlo era con pazienza e disciplina per eseguire alcune cose. In alcuni momenti l’abbiamo fatto, ma siamo stati davvero molto lontani dall’impattare la loro energia. Mi aspettavo la loro presenza a rimbalzo d’attacco, aver lasciato a Trieste molti secondi tiri è una cosa che ha pesato molto. Nel momento in cui ci siamo avvicinati, loro hanno continuato a giocare con slancio verso il canestro. Anche delle situazioni che avevamo messo a posto in difesa sono state poi frutto di secondi tiri e di altri possessi. In quel momento è calata la disciplina, sapevamo che la gara sarebbe stata di questo tipo. Il dato dei 20 rimbalzi offensivi subiti è il più eclatante».

« Contro Trieste – ha chiuso Morea - ci è mancata un po’ di profondità nei giochi a due: abbiamo avuto poche situazioni in cui il lungo attaccava l’area per farli chiudere. Siamo riusciti a far chiudere la difesa loro solamente sulle situazioni di post basso di Brkic e Rush, ciò ha fatto sì che ci fosse meno spazio sul perimetro, contro ottimi difensori per di più. Abbiamo cambiato tutto, in alcuni momenti ci siamo, in altri no: chiaramente dobbiamo fare in modo che i momenti in cui siamo presenti siano sempre più numerosi rispetto a quelli dove non ci siamo».

Lorenzo Montanari

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