«Se la Spal è lì deve molto a Semplici»
Rudy Vanoli non ha dubbi: Leo è innamorato dei biancazzurri ed ha fatto crescere un sistema, è un signor allenatore
FERRARA. Nei giorni scorsi la Spal ha ricevuto la graditissima visita di Rudy Vanoli, ex biancazzurro che a distanza di anni resta legato da sincero e profondo affetto al club ed alla città. Vanoli dopo i successi alla guida del Koper (vittoria di Coppa e Supercoppa di Slovenia) ha lasciato la società per solidarietà nei confronti del suo ex presidente, estromesso da una nuova compagine dirigenziale, e sta girando l’Italia e l’Europa per restare sempre aggiornato, in attesa di una nuova opportunità di lavoro.
«Ambisco ad allenare ancora all’estero - dice Vanoli - e per questo aspetto una proposta per gennaio, a meno che prima non emerga qualcosa di importante in Italia. A Ferrara capito spesso e ne ho approfittato per andare al Centro a salutare Leo ed assistere agli allenamenti della Spal».
Leo, ovviamente, è mister Semplici, per il quale Vanoli spende parole non banali:
«Siamo amici di vecchia data, da quando allenava l’Arezzo. Dopo, siamo sempre rimasti in contatto, lo scorso maggio avevo anche invitato lui e lo staff spallino a venire ad assistere alla mia finale di Coppa. Anni fa, Semplici era in procino di andare a guidare la Primavera dell’Inter, ma gli confidai che secondo me nel suo curriculum mancava un club professionistico importante, dove relazionarsi in un certo modo con tutto l’ambiente e crescere ancora. L’altro giorno l’ho “apostrofato”: “ricordi cosa ti dissi?” Leo è nato per allenare i “grandi”. Dopo gli exploit di Figline, ottenuti grazie alla sua bravura, e la Fiorentina Primavera gli serviva l’esperienza della gestione di uno spogliatoio top. Adesso mi ha detto che avevo ragione».
La Spal cosa ha dato a Semplici, e viceversa?
«È da anni che io seguo e... inseguo la Spal, nel senso che mi sarebbe sempre piaciuto allenare in quella che considero “casa mia”. Bene, posso dire che adesso lì c’è un allenatore - Leonardo Semplici - veramente innamorato della Spal. Sì, l’ho visto innamorato e ciò nobilita l’uomo-Semplici. La famiglia Colombarini, il presidente Mattioli e il d.s. Vagnati sono stati e sono sicuramente importanti, la struttura societaria è fondamentale, ma se la Spal è lì lo deve molto a Semplici: lui, oggi, è la Spal, e ne sono contento perchè gli voglio bene. La Spal finalmente ha scelto un allenatore che ha fatto crescere un sistema. Siamo in un’era in cui il tecnico conta zero, vincono gli altri e perdi tu: alla Spal vincono tutti insieme, ma con un signor allenatore. Merito alla società, ed al tecnico che ha saputo gestire tante situazioni. Se pareggi, alla Spal è una sconfitta. Leo è stato bravo ad interpretare il calcio ferrarese, che non è per tutti».
Con sincerità: l’anno scorso la messa in moto è stata lunga, con una squadra che non pareva all’altezza.
«Lo so, avevo visto giocare quella Spal ed all’arrivo di Semplici dissi subito che avrebbe avuto bisogno di tempo perchè subentrava alla guida di una compagine che, ad esempio, non aveva ritmo. Ma dissi anche che ci sarebbe stato un cambiamento».
Della Spal di Semplici cosa sta colpendo Vanoli?
«Non voglio soffermarmi su una partita, quella possono analizzarla tutti. Mi riferisco quindi ad un dettaglio più importante: gli allenamenti. Ho visto grande armonia e serenità, ed una grande organizzazione di lavoro».
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