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Argenta, progetto nazionale

Argenta, progetto nazionale

La Federazione premia il corso di avvicinamento alle bocce

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ARGENTA. La Federazione italiana bocce (Fib) ha riconosciuto Argenta come progetto simbolo nazionale. La notizia è arrivata attraverso la direttrice didattica Neda Tumiati la quale, essendo sempre attenta agli sviluppi delle sue iniziative, ha avuto comunicazione che sul sito della Fib è stato pubblicato il video girato il 12 febbraio 2015 e che ritrae la manifestazione che si è tenuta all'interno del bocciodromo dedicato ad Alessandro Fantini.

In quell'occasione, gli studenti delle scuole medie di Argenta, a conclusione di un periodo di educazione fisica e di avviamento al gioco delle bocce, hanno affrontato una vera competizione fra classi con la supervisione del responsabile provinciale del settore Andrea Mazzoni e di tutto un team argentano capitanato da Primo Gallerani.

Ebbene, come detto, quel video è diventato un simbolo che qualsivoglia società bocciofila italiana può copiare. A commento della notizia, Neda Tumiati precisa che «è motivo di grande orgoglio per noi tutti vedere che sul sito Federbocce alla voce “settori” c'è il nostro filmato».

Sui risultati di questa promozione del gioco delle bocce, c'è stato un immediato riscontro. Infatti, lo stesso Primo Gallerani tiene a precisare che «è stato un successo enorme per la nostra bocciofila. Nei giorni successivi a questa manifestazione - racconta - tredici, fra ragazzi e ragazze, hanno iniziato a frequentare i nostri campi con l'assistenza di tutto il gruppo della bocciofila. Poi, pian pian, qualcuno si è allontanato e ora abbiamo tre ragazzi e una ragazza che stanno frequentato assiduamente e con passione le bocce. I risultati stanno arrivando anche a livello regionale».

«Voglio anche dire - conclude - che se la Fib ci ha riconosciuto questo progetto, il merito va chiaramente al nostro presidente e ai colleghi Gianpietro Filippi, Giorgio Orlandi, Beppino Bertuzzi, Giovanni Mingozzi, Sergio Malagolini e Toni Melandri. Senza di loro non saremmo riusciti in niente».

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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