Bruzzese già oltre il ko «Ripartirò dall’italiano»
Pugilato. Il massimo leggero racconta la sconfitta con la “bestia nera” Lovaglio E annuncia: non mi fermo qui, spero di rientrare presto, poi arriverò all’europeo
FERRARA. «Non è andata come speravamo: sembrava che avessi il match in pugno, invece si è risvegliato Lovaglio, mettendomi un bel destro sotto, che mi ha bloccato le gambe». Inizia così il racconto di Leonardo Damian Bruzzese, sconfitto per kot alla 12ª ripresa nell’assalto alla cintura dell’Unione europea dei massimi leggeri.
Un altro ko, ancora all’ultima ripresa, di nuovo con Lovaglio... Innanzi tutto, come stai?
«Dopo il rientro a casa, sono dovuto andare all’ospedale per dei controlli. Ho una distorsione a una caviglia, per il resto, sto facendo ancora accertamenti».
Come mai?
«Quel destro che ha fatto girare l’incontro alla sesta ripresa, ancora lo sento...».
Prima, però, il match aveva preso ben altra piega...
«Stavo bene, veramente bene. Nelle prime riprese vedevo Lovaglio preoccupato, alla quinta addirittura è andato giù, secondo me due volte: una volta è stato contato e un’altra no. Poi, al sesto round mi ha incrociato con un gancio sinistro e poi quel destro al corpo, che mi ha bloccato: non avevo più la torsione del bacino, non riuscivo più a portare il destro, peccato perché li sentiva».
Il tuo bilancio?
«È stato un bell’incontro, mi sono divertito, ho avuto modo di provare tante sensazioni, dalla gioia, alla fatiuca, al coraggio. È stato un bel match, peccato per il finale. Ho ricevuto molti complimenti, tanta gente che ho sentito mi ha detto di aver assistito a un match di alta qualità».
Alessandro Duran, commentando per la tv, ha detto che hai commesso errori importanti...
«Devo ancora rivedere il match, parlarne con Momo (il suo maestro Massimiliano Duran, ndr): se non ne avessi fatti, sarebbe andata diversamente».
Prospettive?
«Io spero in un rientro il più presto possibile, passando per il titolo italiano: io non mi fermo qua, voglio arrivare alla chance europea. Lovaglio è la mia bestia nera, ma non chiudo la partita qui. Se arriva un’offerta, la accetto più che volentieri».
Hai qualcosa da rimproverarti?
«No, non più di tanto. Avrò sicuramente sbagliato qualcosa, ma ho dato tutto, con uno come Lovaglio che fa male, ma a cui sono riuscito a fare male. Anche lui ha sofferto molto».
Fra voi, però, c’è grande fair play.
«È normale, sono mesi che parliamo uno dell’altro, abbiamo sudato non so quante magliette pensando al match, durante il match abbiamo dato l’inverosimile, nel nostro essere differenti. Sono emozioni che rimangono fra me e lui: è un rapporto strano quello fra pugili che si contendono un titolo, per giunta per la seconda volta. Finito l’incontro ci si può solo rispettare. Rincorriamo gli stessi sogni, ci fosse anche un terzo match fra noi, la carica agonistica e la voglia di vincere sarebbero anche più grandi, ma il rispetto resta sempre».
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