Bondi contro Mantova, un faccia a faccia ricco di incroci
Basket A2. La nobiltà estense, gli ex, la forza dei Gonzaga. Domenica si gioca alle 20 al Pala Bam
FERRARA. Inizia con le lasagne. È il 30 settembre del 2012, quando un puzzle che si etichetta come Dinamica va a sfidare Ferrara. L’inizio di una storia che, in tre anni, ribalterà la scala nobiliare. Il team estense è ancora biancoverde ed è l’anno secondo dell’era Bulgarelli. Gli Stings, al momento, sono apolidi. Senza patria. Sarebbero Poggio Rusco, ma giocano a Mirandola. Però sognano, ancora non azzardando, di sbarcare a Mantova. Il contatto agonistico con la “griffata” Mobyt cade alla prima giornata del nuovo torneo di Dna: palla a due a mezzogiorno, diretta Sportitalia. Il battesimo è officiato da Dan Peterson, che col suo slang accattivante urla al microfono: “Lunch match!”. Il calendario porrebbe la Dinamica in casa, ma per effetto terremoto il parquet di Mirandola è inagibile. Il palasport di Ferrara offre tetto e canestri. Quella che diventerà Mantova è una neopromossa che vive di passione e sottobosco, la neopromossa Pallacanestro Ferrara ha lasciato a casa Furlani affidando la panchina a Morea, ma è una aristocratica che ha ereditato il blasone del Basket Club. Un battesimo del fuoco, vinto dalla Mobyt 96-88. Per inciso, Losi - che questa estate è diventato estense - per i Gonzaga ne firma 31. Ecco, nasce così - nell’era moderna - la rivalità tra Ferrara e Mantova, onda lunga del Rinascimento. Dapprincipio la nobiltà era tutta ferrarese, adesso la forza d’urto cestistica ha cambiato lato. E l’attuale Pala Hilton Pharma è diventato riserva di caccia degli Sting. Siamo al 20 gennaio 2013, la fine di un capitolo per coach Morea. La Dinamica pilotata da Tinti è trascinata da “Mago Jordan” Losi (ma veh...) ed espugna 80-74 il campo estense. Dominando sempre, mollando un po’ nel finale. È un crocevia: Morea salta (poi in estate verrà ingaggiato proprio da Mantova), torna Furlani. Il condottiero della promozione dell’anno prima. A fine stagione playout per tutte e due: Ferrara si salva con S. Severo, Mantova va 2-0 con Chieti, poi retrocede (2-3). Viene ripescata. Sceglie Morea, chiede a John Ebeling, il recente dimissionario ds della Bondi, di allestire la squadra. Che nasce così bene da arrivare ai playoff. Come la Mobyt, che nel 2013/2014 è straordinaria ma falcidiata dagli infortuni. Il 17 novembre del 2013, la Mobyt è imperiosa ed espugna il Pala Bam (67-60) ora casa definitiva degli Stings. È la 5ª vittoria di fila in campionato, soprattutto la prima trasferta vincente da tre anni a questa parte del presidente Bulgarelli. Sarà l’ultimo largo sorriso di coloro che sono diventati biancazzurri. Al ritorno, coach Morea inizia a squadernare il foglio delle rivincite: 23 febbraio del 2014, la Dinamica passa in terra d’Este 79-63. Flamini, guarda un po’, non gioca per infortunio. Ferri e Benfatto mettono nel salvadanaio il gettone numero 100 con la casacca di Ferrara. Alla vigilia, Bulgarelli aveva lanciato una nuova figura dirigenziale: «Vittorio Veronesi, sarà il nostro Galliani». Intanto, Losi è ancora un mammasantissima: 20 punti. Nel maggio dello stesso anno, il timbro definitivo al sorpasso gerarchico. Nei playoff la Mobyt fa fuori Ravenna in 5 meravigliose ed estenuanti partite, Mantova liquida Chieti (che l’anno prima l’aveva condannata). Semifinale Ferrara-Stings. Gara1 non ha storia (78-53), mentre il secondo atto è gagliardo. Elettrico. Passa ancora Mantova (74-68): si sveglia l’antilope dormiente Jefferson e cala il sipario. Oddio... Alla fine tra Amici e Jennings sono storie tese. E per questo, mesi fa, i tifosi mantovani non volevano Amici nel loro team. Poi se ne faranno una ragione. È in gara 3 che la Mobyt firma il canto del cigno: non ne ha più, però vince 79-68 con super Jennings. L’acuto finale. Perché gara 4 è tutta nella disponibilità lombarda: 76-63 con sprint dopo l’intervallo e spallata nell’ultimo quarto. Losi (4/7 da tre) viene beccato dai fans estensi per eccesso di esultanza. Ma è l’evidente sgommata della Dinamica nel grand prix delle ambizioni, confermata quest’anno. Loro una big, la Bondi una Cenerentola. Con incroci suggestivi e nostalgici per taluni: Martelossi, Seravalli e Amici di là, Losi (che nei fans emiliani qualche maldipancia suscita, come sull’altra sponda Amici) e Morea di qua. Stavolta (domenica 29) si gioca di sera (ore 20). All’inizio erano lasagne, adesso c’è una pizza nel forno.
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