Bondi, il sapore dolce del successo
Basket A2. Il colpo di Mantova è una soddisfazione intima per tanti biancazzurri: vissuta però con toni bassi
FERRARA. Immaginarsi una rivincita... Sognarla, tenersela dentro. Poi, scoprire che la realtà è stata più scintillante dei sogni. Materia concreta. Non eterea. La Bondi, sfavorita alla vigilia e con soli moschetti a disposizione, ha espugnato il parquet di una Dinamica Mantova che ha in uso panzer e sventola ambizioni. Peraltro legittime, visto che a metà novembre era prima in classifica. Insomma, immaginarsi il colpaccio e, poi, esibire normalità in sala stampa. Ma è chiaro che per alcuni, in casa Pallacanestro Ferrara, il rotondo 103-82 con cui sono stati affossati i biancorossi ha un significato profondo. Dopo di che, un po’ per signorilità e un po’ perché comunque non è che si sia arrivati in cima, nel clan ferrarese si mantengono toni bassi. Solo Losi s’è tolto qualche sassolino, peraltro dopo una prestazione eccellente: «Dedicato a chi non mi ha trattato come una persona». Per il resto, coach Morea rimane pacato. Magari dentro è un pentolone di emozioni, considerato che a metà della partita di domenica il patron mantovano Negri era stato caustico su di lui: «Morea? - gli chiedono i cronisti durante la diretta streaming - Con noi ha svolto un buon lavoro, ma Tinti ad esempio ha vinto di più». In quel momento, la Bondi stava davanti di venti punti (37-57) e al 27’ arriverà al “+31” (45-76). Avezzi a questo sport, chiaro che il giusto profilo Bondi è quello di restare sottocosta. I problemi di organico restano, il cammino è impervio. Lo stesso presidente Bulgarelli evita trionfalismi. Sorride, ovvio. È sereno, ci mancherebbe. Epperò non esce dai confini. Pacato domenica sera in sala stampa, rilassato l’indomani. «Abbiamo conquistato un successo impronosticabile - sussurra -: c’era una possibilità su un milione che uscisse una gara del genere». È accaduto, proprio a Mantova. Contro la squadra pilotata dal duo Martelossi-Seravalli: il primo formidabile nocchiero della trionfale stagione passata, l’altro il suo vice e poi candidato al ruolo di capo allenatore proprio a Ferrara.
«Per me non è stata una rivincita personale - afferma Bulgarelli -: semplicemente la vivo come una bella sorpresa che dedico ai nostri tifosi, nonché ai ragazzi che l’hanno realizzata. Godiamoci il momento, consapevoli che non è stato fatto nulla di particolare. Abbiamo semplicemente messo un margine di sicurezza, perché il primo obiettivo è la salvezza. Ma giochiamo anche per provare a raggiungere i playoff. Ci sta che quella di Mantova fosse considerata una gara particolare, come quelle con Ravenna, Bologna o Imola che ci aspetta domenica prossima. I due punti del PalaBam danno morale, consapevoli che Imola sarà avversario con un piglio diverso. Ci attende una nuova grande sfida: Imola è giovane, entusiasta. Da parte nostra sarebbe bello rendere il Pala Hilton Pharma il fortino della risalita, lo strumento per affacciarsi ai playoff». Per coltivare ambizioni, Bulgarelli ne è consapevole, questa Bondi va rinforzata. Prima di tutto, allungata nelle rotazioni. «Investire molte risorse nel quintetto sapevamo sarebbe stato un rischio, manifestato con l’infortunio di Ibarra. Ora il mercato va fatto con molta attenzione. Fino a gennaio è permesso un solo innesto, spenderlo adesso sarebbe un dramma se poi capitasse qualche altro episodio sfortunato. La nostra volontà è prendere un italiano, per allungare la rosa. Non intendiamo intervenire per “tagliare”. La squadra è in crescita, coach Morea è bravo a gestire la situazione. In sostanza s’è “inventato” un uomo in più giostrando Bucci da play e guardia e Lestini da “tre” e da “quattro”». Presidente, una battuta: Hasbrouck mandato in tribuna a Cantù? «Ne parlavo col ds Pasi giusto poco fa: uno spreco. Ecco, per lui uno sforzo economico lo farei subito se Cantù lo lasciasse. Stiamo parlando di fantasie».
È realtà, invece, lo status di free agent del lungo Valerio Amoroso. Ala 35enne di lunga carriera costantemente su alti livelli e appena uscito da Caserta. Un profilo attentamente monitorato.
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