Atletica nella bufera Ben 26 azzurri rischiano la squalifica
Per i mancati controlli antidoping la Procura di Bolzano chiede due anni per Howe, Greco, Donato e altri campioni
ROMA. Un terremoto scuote l'atletica italiana che, a meno di un anno da Rio, rischia di perdere alcuni atleti rappresentativi. Dipenderà da cosa deciderà il Tribunale Nazionale Antidoping nel maxi-processo al Foro Italico. Le richieste della Procura Antidoping sono pesanti: due anni di stop per 26 azzurri per «eluso controllo». Dal velocista Simone Collio, argento nella 4x100 2010, ad Andrew Howe, europeo 2006 e argento mondiale 2007, dal campione europeo di campestre 2012 Andrea Lalli ai triplisti Daniele Greco e Fabrizio Donato, bronzo a Londra 2012. Una medaglia che ora è a rischio: dipenderà da quando i giudici faranno partire la decorrenza delle eventuali squalifiche per le violazioni emerse dall'indagine condotta dai carabinieri di Trento su mandato della procura di Bolzano, in seguito alla positività di Alex Schwazer, riscontrata nel luglio 2012. E poi, dal luglio 2014, passata alla Procura Antidoping. Il Tribunale potrebbe far decorrere i termini proprio dal luglio 2014, negando così a diversi azzurri la possibilità di partecipare a Rio 2016. «Ritengo opportuno sottolineare quanto espresso a suo tempo - ricorda il presidente Fidal Alfio Giomi -. Il consiglio federale ha stabilito che gli atleti, al secondo mancato controllo e/o mancata comunicazione, perdano ogni forma di assistenza della Federazione; lo stesso Consiglio ha varato il 20 dicembre 2013 il Codice etico, che prevede l'automatica esclusione dalle nazionali per gli atleti condannati a più di due anni per doping». Alla sbarra anche Bertolini, Bourifa, Campioli, Donati, Faloci, Galvan, Gibilisco, Incerti, La Rosa, Licciardello, Meucci, Obrist, Pertile, Riparelli, Salis, Schembri, Secci, Slimani, Tamberi, Vistalli e Weissteiner. Per scadenza dei termini la Procura ha chiesto l'archiviazione per mancata reperibilità, così come per altri 39 tra cui Alex Schwazer, che già sta scontando la squalifica per doping, all'ex azzurra Antonietta Di Martino; dall’europea nei 400 metri Libania Grenot, alla triplista Simona La Mantia, vicecampionessa europea a Barcellona 2010. Evita il processo Valeria Straneo, argento europeo e mondiale nella Maratona.
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