Volata, mercato, Coppa «Puntiamo solo a vincere»
Il presidente Walter Mattioli traccia il bilancio e indica la strada ai biancazzurri «A Ferrara vengono tutti a chiudersi e ripartire: attenzione ai contropiede»
FERRARA. Parte oggi al “Paolo Mazza” la volata per il titolo d’inverno. Un poker di gare (tre subito, prima della sosta Natalizia, l’ultima con il nuovo anno) che precede il primo bilancio in casa Spal, fissato a fine andata da tecnico e dirigenza, e al quale i biancazzurri arrivano certamente in posizione di vantaggio.
Non lo si ripete spesso - forse per scaramanzia, forse perché abituarsi alle cose belle e buone è facile -, ma, ormai da tempo immemore, la Spal si presenta a questa volata da capolista, con 4 e 5 punti di vantaggio sulle più immediate e accreditate inseguitrici, rispettivamente Maceratese e Pisa, con l’organico praticamente al completo e con alle spalle un percorso importante: 9 vittorie (5 in casa), 2 pareggi (uno al “Mazza” e uno esterno) e 2 sconfitte (pure equamente divise fra mura amiche e avverse). Il tutto ottenuto sotto l’attenta regia di mister Leonardo Semplici, che sin qui ha saputo sfruttare al meglio le risorse a disposizione, anche in Coppa Italia, e, certo non ultimo, grazie ai suoi giocatori.
Alla vigilia del rush natalizio, abbiamo fatto il punto, a tutto campo, con il numero uno della società, Walter Mattioli.
Presidente, lei stesso aveva indicato le prossime partite della Spal come decisive: la squadra ci arriva da indiscussa capolista e con un condottiero che la tiene salda in pugno.
«Semplici ha una buona rosa e l’ha gestita al meglio, è un mister molto bravo sotto l’aspetto tattico e anche nella gestione del gruppo. Fa sentire tutti i giocatori importantissimi, come del resto sono, e ha la possibilità di variare, in alcune circostanze, sia l’assetto tattico che il tipo di gioco. I ragazzi sono contenti, sono ottimi professionisti e anche amici fra loro, lo spogliatoio è unito: in questi casi i risultati arrivano. Ora ci presentiamo a questa volata con un margine discreto sulle inseguitrici e possiamo gestire al meglio le prossime partite».
Tutto “rose e fiori”, quindi?
«Se vogliamo fare un appunto, a tutti, dal presidente al magazziniere, abbiamo perso con la seconda e la terza: sarebbe bastato anche un pareggio. Ma abbiamo ripreso subito la situazione in mano e non posso che essere contento».
Prima che l’Ancona, il primo avversario potrebbe essere la nebbia...
«Sì, la preoccupazione c’è, l’orario non aiuta, sarebbe stato preferibile iniziare alle 15. Circa l’avversario, è una squadra importante, che gioca bene e si esprime meglio fuori che in casa. È da prendere con le molle: verranno per rimanere chiusi e colpire in contropiede, come tutte quelle che vengono a Ferrara, quindi bisognerà stare attenti alle ripartenze».
Una festa annunciata, comunque.
«Sarà una partita bellissima per il tifo, ad Ancona sono stati venduti 400 biglietti e, grazie ai rapporti di grande amicizia che legano le due tifoserie, ci sarà uno spettacolo particolare sugli spalti. In ogni caso, dobbiamo vincere, per forza: siamo in casa nostra e, poi, ci aspetta la trasferta di Arezzo, molto molto molto difficile».
Alziamo lo squadro oltre le questioni strettamente spalline. La Lega Pro non gode di ottima salute, inoltre ci sono società che sembrano sull’orlo di una crisi devastante, come Pisa e Carrarese. Cosa sta succedendo?
«C’è molta confusione, una grossa spaccatura fra i presidenti di Lega Pro, con due o tre candidati alla presidenza: il 22 se ne saprà di più. Circa i discorsi societari, ne leggo sui giornali e sono notizie preoccupanti. Sapevamo di alcune società in difficoltà, ma non voglio sindacare sull’attività di altri club: quando una società è in difficoltà, e l’abbiamo visto anche qui a Ferrara, diventa dura, ci sono tanti aspetti, possono sfociare in situazioni diverse, dipende anche dalle città... Io guarderei all’aspetto squadra e il Pisa ne ha una importante».
L’ex presidente Mario Macalli è formalmente indagato dalla magistratura: per il vecchio Consiglio, di cui lei faceva parte, c’è qualche preoccupazione?
«Come consiglieri potrebbero chiedere qualcosa anche noi, ma sono tranquillo. Abbiamo operato non bene, ma benissimo, con impegno e serietà. Ci sono cose che ora escono su quest’indagine sul presidente e di cui nemmeno noi eravamo al corrente. Aspettiamo. C’è una guerra in Lega e, pur di vincere, si tira fuori di tutto e qualche volta s’inventa, pur di creare i presupposti per vincere la corsa».
Torniamo alla Spal. Finita la volata sul campo, si aprirà il mercato: avete in animo qualche operazione?
«C’è sempre qualcosa da fare. Noi partiamo avvantaggiati, perché abbiamo un grande gruppo e poi il primo gennaio entra un grande acquisto come Eros Schiavon. Questo è un passo avanti, poi stiamo alla finestra, se capita qualcosa d’importante, staremo attenti a cogliere l’occasione: non vogliamo trovarci spiazzati, guarderemo anche cosa fanno le dirette concorrenti».
Chiudiamo con una battuta, sull’errore commesso dal Real Madrid, che ha schierato un giocatore squalificato e, così come la Spal, è uscito dalla Coppa nazionale: se succede a loro...
«È stato difficile superare quel trauma, e nemmeno è superato. Fa sorridere essere abbinati al Real, ma solo un po’: non devono assolutamente succedere queste cose, ma qualche volta capita anche alle grandi società. No, non ne abbiamo voglia di ridere, abbiamo una ferita aperta per l’esclusione dalla Tim Cup. L’altra sera, quando ho visto Torino e Cesena, mi ha dato fastidio non vedere le maglie biancazzurre: c’era un sogno anche su quella competizione».
Dopo le ultime partite vinte in Coppa Italia, a Mantova e a Reggio Emilia, sono arrivate le sconfitte a Macerata e con il Pisa. Mercoledì prossimo ne arriva un’altra, con il Tuttocuoio: è un problema?
«Le partite dobbiamo vincerle tutte, sia in Coppa sia in campionato. Mercoledì scenderemo in campo per vincerla, la società tiene tanto anche a questa competizione. Se si schiera qualcuno che di solito gioca meno, va bene, non ce ne siamo mai lamentati con il mister, ma si va sempre in campo per vincere».
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