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Bondi, a fine derby c’è una nota amara

di Marco Nagliati
Bondi, a fine derby c’è una nota amara

L’acuto vincente è di Imola. Bucci sbaglia l’attacco decisivo

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FERRARA. E ti scappa tra le mani... Un derby che scorre a ritmi rock (velocità, verticalità e un’infinità di triple: 64 tentate), finisce nelle tasche furbe dell’Andrea Costa. La Bondi, generosa ed ingenua, pur poco lucida nel finale dopo un pomeriggio trascorso sui vangocini vertiginosi delle montagne russe, si fa scippare i due punti quando aveva già aperto la cassaforte. Era avanti di 6 al 36’ (70-64): ha sostanzialmente smesso di botto di giocare in attacco. Un peccato, davvero, perché nel terzo quarto gli estensi erano stati fenomenali. Quando Lestini infila l’unico paniere della sua partita, Imola va sotto 62-56 e prova a fare “bau-bau” con la zona. Invece di spaventarsi, Ferrara mostra una qualità di lettura eccellente: cambia spartito. Non gioca sul perimetro, bensì affonda. Tre azioni mitiche, incursioni centrali dentro l’area: arresto e tiro. Due volte Bucci, una Rush. Al 35’ Bondi avanti 68-64, coach Morea applica Rush sul temibilissimo Anderson che nel primo quarto era un satanasso: 14 punti con 4/5 da tre. Insomma, tavola apparecchiata. Invece...

Ferrara inizia ad avere le gambe molli e trascura qualcosa in difesa, dove fino ad allora - mentalmente - era stata solida. Era il momento di portare a casa il bottino con l’attacco. Peccato che i biancazzurri abbiano smesso di muovere il “cuoio”. Tre azioni di fila da fermi, con palleggi senza costruire nulla. Bucci si intestardisce e ne cava tiracci; Losi perde un pallone. Imola fa 70-70, poi perfeziona il break (8-0 totale) per il sorpasso (70-72). Eppure, ci sarebbe ancora luce: due liberi Rush e pareggio. Sabatini sparacchia da tre quando manca 1’01”, fallo su Rush. Ecco, qui gli estensi si buttano via. Erik, premiato dalla Lega come top player di novembre, sbaglia sia il primo che il secondo. Così, la vince Washington con un’entratona più fallo: 72-75. Bucci spara ancora alla luna, Henderson schiaccia in rimorchio (74-75). Washington allora prova a perderla: tira ed è ferro. Mancano 8”, palla a Bucci in transizione: c’è il lato sinistro del campo libero con due compagni assetati del pallone. Bucci invece va sciaguratamente dritto, si chiude da solo in angolo. È persa. Scappa tra le mani una partita che poteva essere domata.

Imola ha tentato di tenere sempre alto il ritmo, sfiancando il povero Losi con la staffetta arcigna di Sabatini e De Nicolao. Ma s’è persa nel fiume di una gara senza pause. Maggioli le dava profondità, aprendo il campo duellando da vecchia quercia con l’altra vecchia quercia Brkic. I romagnoli si sono stancati presto di spendere pazienza, preferendo gioco perimetrale e triple. Dapprima è stato Anderson, poi Morea ha sistemato la difesa sulle uscite dal blocco del tiratore ed è andata meglio. Nel momento del furore altrui, la Bondi è stata brava ad aggrapparsi ad una buona applicazione difensiva (32-33 al 20’). Mancava la scintilla, che è scoccata dal 21’: due triple Brkic. Soprattutto, ecco Losi: dopo 5 errori, tre triple di fila. Pol-ve-rie-ra. La Bondi va sul “+10” (52-42), solida Imola che non si disunisce e lima con Hassan dalla lunetta. Ma è quando Bucci ritrova la mano (e Lestini almeno un canestro), che il duello sembra inclinarsi verso Ferrara. Invece cala un po’ di nebbia (ahi ahi avere la panchina cortissima e dover spremere il quintetto), le scelte diventano meno sensate. Imola ha più frecce e le usa. La Bondi abbassa un filo lo scudo (si fa infilare da tre-quattro penetrazioni centrali) e perde. A testa alta ma il dispiacere rimane.

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