Bondi tra orgoglio e una sana rabbia
Il ko con Imola fa vivere emozioni contrastanti
FERRARA. È mancato l’attimo. Prendendola per il lato giusto, in fondo, nulla di drammatico a fronte di una prestazione di una Bondi assai gagliarda contro un’Imola decisamente tonica. Se però la si guarda nel verso un po’ più storto, la sconfitta maturata domenica nei frenetici secondi finali è dannatamente fastidiosa. Sarebbe stata la terza vittoria di fila, un buon paracadute per i tempi perigliosi che potranno arrivare. I biancazzurri, sempre contati, hanno retto l’urto di un match fisico e all’interno del quale Imola (per dichiarazione di coach Ticchi in sala stampa) ha puntato forte sull’attacco. Perché la Bondi è universalmente ritenuta una squadra che difende poco. In realtà, da tempo, le cose sono migliorate e anche domenica la diga ha sostanzialmente retto. Tranne negli ultimi giri di giostra. Quando s’è lasciato un filo di spazio ad Hassan (canestro e tre liberi), quando l’uno contro uno è saltato per un paio di azioni e Washington è andato dritto e duro al ferro. Quando Amoni ha catturato e messo in fattura un rimbalzo offensivo. Questione di gambe stanche e testa usurata. In una sfida in cui un pulviscolo ha fatto la differenza, queste piccole lacune hanno inciso. Unite a due-tre attacchi estensi con palla ferma e tiri senza aver costruito niente. Oppure due liberi sciupati da Rush. E il contropiede o simil tale clamorosamente mal gestito da Bucci nei secondi conclusivi. «Ci sono gli episodi - dice coach Morea - e lì o vinci o perdi».
Carte di credito. «Puoi anche avere tutte le carte di credito del mondo, ma se il banco della spesa è vuoto…». Alessandro Pasi, diesse della Bondi, così sul mercato biancazzurro. Domenica notte ha dormito poco, il dirigente estense: ieri pomeriggio non aveva ancora metabolizzato del tutto il ko contro Imola. «Dispiace, anche perché la sensazione è di averla regalata - dice Pasi -; la stanchezza ci ha fatto essere poco lucidi: loro sono più di noi. Imputo il ko alla scarsa lucidità di alcuni e alla giornata no di altri. Non eravamo nelle condizioni migliori, ciò mi fa ben sperare per il futuro, anche perché c’è un buon amalgama e buoni valori tecnici. Abbiamo smesso di andare sotto canestro da Brkic nell’ultimo quarto, quando siamo andati in corto circuito: è umano». Peccato anche per l’ambiente che c’era al Pala Hilton Pharma. «È stata una gara avvincente, un bellissimo spettacolo, senza esclusione di colpi. Sarebbe grave se fossimo ancora quelli contro Legnano».
Capitolo mercato. «Da agosto ad oggi non c’è stato un movimento di un giocatore italiano fra Serie A e A2 - spiega Pasi -, ciò significa che giustamente tutte le formazioni hanno allestito roster conditi abbondantemente di giocatori per poter essere in grado di gestire infortuni fino a gennaio. Nessuno molla nessuno, questa è la realtà. Adesso Henderson è inserito e recuperato, quando abbiamo smesso di porre l’accento su di lui è cresciuto. Continuiamo a cercare il giocatore giusto per noi, paghiamo purtroppo l’impostazione corta ed esperta della squadra». Domenica si andrà a Roseto, piazza che lei conosce molto bene. «Mi dispiace per l’amico Daniele Cimorosi e per Jacopo Borra, che ho svezzato in foresteria Fortitudo: andiamo là per vincere, questo è poco ma sicuro. Non siamo la squadra scollata, composta da vecchietti che vanno a fare la gita fuori porta, i ragazzi si vogliono riprendere l’occasione regalata a Imola» ha chiuso Pasi.
ha collaborato
Lorenzo Montanari
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