Portuense, le armi ci sono ma bisogna usarle per tempo
PORTOMAGGIORE. Non confonda il convulso finale di partita, con l’arbitro Beltrano, cartellino rosso in mano, impegnatissimo a trovare un reprobo da punire (senza riuscire a scovare quello giusto): la...
PORTOMAGGIORE. Non confonda il convulso finale di partita, con l’arbitro Beltrano, cartellino rosso in mano, impegnatissimo a trovare un reprobo da punire (senza riuscire a scovare quello giusto): la sconfitta casalinga con la Savignanese va analizzata a mente fredda. Magari sperando in un’improbabile ammissione di errore tecnico da parte dell’arbitro, così da rigiocare una gara persa meritatamente.
Il ds Claysset ha individuato una chiave di lettura corretta: «Abbiamo regalato i gol con nostri errori, nella ripresa siamo andati meglio e potevamo ottenere di più». Corretta, ma non sufficientemente critica. I rossoneri hanno lasciato fare alla Savignanese per quasi tutto il primo tempo e i gialloblù, che in trasferta vanno benissimo perché puntano a chiudersi e ripartire, hanno apprezzato. Con le spalle al muro, i rossoneri hanno giocato a buoni livelli. Fossero riusciti a segnare, magari le cose potevano andare meglio. Però, va considerato come il nuovo attaccante Djordjevic sia apparso più simile al Rolfini dello scorso anno che al classico attaccante da area a cui crossare a ripetizione. Questo significa che serve tempo per inserire la punta nel gioco di squadra: non a caso le conclusioni più pericolose sono venute dagli inserimenti di Gennari e solo a tratti le catene laterali hanno funzionato come si aspettava mister Buriani. Molte delle scelte a partita in corso (Luciani sulla linea dei difensori, Vinjolli esterno davanti a lui, Formigoni al posto di un incolore Protti, Brunelli in difesa per Franceschini in attacco) sono apparse soluzioni estreme, da cercare a partita compromessa, ma non hanno squilibrato la squadra e potrebbero essere riproposte anche senza essere sotto 2-0. Ma serve una maggior consapevolezza dei propri mezzi, l’attitudine mentale ad aggredire invece che a reagire, e quindi la capacità (che c’è) a guidare la partita.
Alessandro Bassi
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