Roseto non conosce ostacoli: la Bondi all’esame di Trullo
Serie A2. L’ex coach dei ferraresi guida un team in salute Cinque vittorie consecutive e un Allen capocannoniere
FERRARA. Il fil rouge lega Pallacanestro Ferrara ed Antonio Trullo, attuale coach del Roseto che domenica attende la Bondi. Le tessere del puzzle sono in ordine sparso, ognuna con lo stesso indice di importanza. Dal 2000 al 2002, ad esempio, il tecnico abruzzese era alla guida del Basket Club e venne promosso in Legadue. Una delle prime conquiste del presidente Mascellani. Uno degli assistenti era Alberto Morea, attualmente capo allenatore dei ferraresi; uno dei leader in campo era John Ebeling, che nel ruolo di diesse questa Bondi l’ha costruita. Ancora: il procuratore di Trullo è Marcello Perazzetti, nocchiero della Pallacanestro Ferrara dal ’90 al ’92 e pure lui promosso in A2. Non bastasse, l’anno scorso Roseto correva per salvarsi: era dicembre, venne al Pala Hilton Pharma disperato e con assenze assortite. Vinse e quel ko costò l’esonero a Furlani. Nel ritorno, gestione Martelossi, Mobyt lanciatissima eppure frenata in Abruzzo: ancora un sorriso per Trullo.
Tony sorride, finita la sessione di pesi della sua Mec-Energy si concede al taccuino. Mai sponsor fu così azzeccato, dato il momento: Roseto reduce da 5 successi consecutivi e con la guardia Bryon Allen re dei bomber. «Nonostante i problemi che abbiamo avuto come l’anno scorso (infortuni; ndr) - anticipa Trullo - le cose si sono messe bene. All’inizio abbiamo avuto un calendario difficile (Treviso Verona, Brescia, Mantova in sequenza e con le ultime due comunque battute; ndr) e abbiamo tenuto botta: adesso, obiettivamente, le cose stanno funzionando». Definita un’ammazzagrandi, Roseto quest’anno sta piegando pure le ipotetiche rivali di pari caratura. È a 2 punti dal secondo posto e a 4 dal primato. «La nostra prima punta è Allen, ma anche Weaver sta rendendo garantendoci solidità. Bryan (un altro ex ferrarese; ndr) dà consistenza difensiva, poi ci sono gli italiani come Marulli, Borra e Marini che stanno facendo benissimo. Abbiamo continuità di rendimento». Trullo, rosetano, allena Roseto. E ne è pure il diesse. Qual è il segreto? Sospiro... «Isolarsi e non ascoltare quello che si dice. Qui siamo l’unica realtà professionistica: niente calcio, né volley e né altro. Roseto vive di pallacanestro. Ci sono pressione e coinvolgimento. Faccio quello che penso sia necessario per la squadra: se perdi sei nessuno, se vinci ti portano in cielo. Capisco Morea che lavora nella sua città».
Domenica scende Ferrara... «Mi immagino una partita ad alta intensità. Dal punto di vista tecnico-tattico noi amiamo tenere i ritmi alti, puntiamo al contropiede. Giochiamo meno di lettura: magari per gli esteti non è il massimo. Però per il pubblico è divertente e Ferrara un po’ ci assomiglia: dovrebbe essere un match gradevole da vedere. La Bondi è molto migliorata rispetto all’inizio: forse non ha profondità in area perché Henderson e Brkic prediligono stazionare sul perimetro, però hanno armi interessanti da usare. Poco gioco interno, okay: ma tanti punti dal perimetro. Non sarà mai una squadra di difensori, ma vedo che la qualità non manca. E in trasferta sa vincere, vedi Ravenna e Mantova».
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