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CALCIO LEGA PRO

Spal, primato sicuro ma niente calcoli

di Paolo Negri
Spal, primato sicuro ma niente calcoli

Comunque vada resterà sola, però va cercato il risultato

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FERRARA. Ultima trasferta del 2015. Penultima partita dell’anno solare. Terz’ultima giornata del girone d’andata. La Spal gioca oggi alle 15 ad Arezzo contro gli amaranto di Eziolino Capuano. Impegno tosto, scorbutico, da affrontare conoscendo già il risultato del big match di ieri tra Pisa e Maceratese, le due principali rivali dei biancazzurri. Il confronto dell’Arena Garibaldi è terminato con il risultato di 1-1, l’ideale per la Spal che questa notte continuerà a dormire solitaria al comando quale che sia l’esito della sua gara. Detto ciò, niente calcoli, guai speculare, vietato rilassarsi: ad Arezzo andrà cercato comunque il risultato, meglio se pieno, of course. Al di là di quanto è successo ieri a Pisa, l’aspetto basilare sarà infatti rappresentato dal tenore della prova che la Spal saprà sciorinare oggi pomeriggio. Perchè tutto, più che mai, dipende dai biancazzurri: in questo hanno pienamente ragione il d.s. Vagnati e mister Semplici, quando affermano che se la Spal fa la Spal, allora si può stare tranquilli.

La partita con gli amaranto è complicata. Perchè si gioca in Toscana. Perchè mister Capuano è un grande motivatore. Perchè l’Arezzo non è privo di qualità (il difensore Madrigali, l’eventuale “veleno” dell’ex Capece, il talento della punta urugagia Bentancourt, uno che nel suo peregrinare europeo è sceso sempre più giù, ma se a 20 anni era uno dei ragazzi più promettenti al mondo e se il Psv Eindhoven gli aveva fatto un quadriennale un motivo ci sarà stato...). Perchè la squadra di casa si esalta e sa colpire soprattutto quando lascia l’iniziativa agli avversari di turno. Quindi potrebbe anche essere una sorta di partita a scacchi, con reciproca attenzione a non scoprirsi, in attesa del pertugio giusto, dell’occasione propizia. Le chances per colpire potrebbero non essere numerose, quindi la Spal dovrà essere brava a mostrare quella concretezza che invece è mancata contro l’Ancona, impedendo di trovare il raddoppio che avrebbe sicuramente chiuso la pratica con i dorici, invece tenuti aggrappati alla gara fino a quando l’hanno impattata.

Un mezzo incidente di percorso ci sta. Non è per un pareggio in casa che crolla il mondo. Il dispiacere, o la perplessità, o la critica (ognuno la veda secondo la propria ottica) deriva(no) più dalla gestione del match con l’Ancona che non dal risultato finale. Ma è acqua passata, l’importante è averne fatto tesoro, ricordando anche che un momento magari non brillantissimo capita sempre nell’arco di una stagione: posto che è tutto da dimostrare che quello di domenica scorsa vada interpretato così, l’importante in tali situazioni è saper gestire l’attimo. Riteniamo che la Spal sia attrezzata per ciò, sotto ogni punto di vista: mentale, caratteriale, morale, tecnico, tattico. Va migliorata la gestione in certi frangenti, ma parliamo di una squadra al vertice da inizio stagione, quindi ampiamente meritevole, ed al contempo con argomenti per far tesoro di ogni indicazione, positiva o negativa che sia.

Arezzo sarà un bel test per la Spal. Anche come lettura tattica della gara. La variante è lo schieramento a due o una punta dell’Arezzo, ma soprattutto la posizione di Tremolada: uomo “tra le linee” in fase offensiva, primo marcatore (sul regista spallino) quando i biancazzurri ripartiranno, forse mezz’ala nel momento in cui l’Arezzo difenderà (a 5). Da notare come negli ultimi tempi un po’ tutte la squadre contro la Spal abbiano impiegato l’uomo tra le linee (la Carrarese, il Savona, il Pisa, il Santarcangelo, l’Ancona all’inizio), ritenendo evidentemente che sia un dettaglio che in qualche misura può dare fastidio ai biancazzurri. Insomma, oggi servirà una Spal attenta ad ogni aspetto, e possibilmente all’altezza a livello tecnico. Una Spal decisa, capace di dare ritmo, di imporre la propria identità collettiva.

La formazione? Vedremo se giocherà Mora, tra i convocati c’è. E se giocherà terzino sinistro, visto che Beghetto è sceso in campo mercoledì in Coppa, ma potrebbe anche starci il tandem, con Di Quinzio dirottato sul centro-destra. Le soluzioni non mancano. Sarà importante l’interpretazione.

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